Mangiare bene, in modo sano e gustoso, è uno dei grandi piaceri che regala la navigazione e un ingrediente fondamentale di ogni vacanza in barca. Ecco due recenti pubblicazioni ricche di ricette e consigli su come approvvigionare la cambusa.
Con la bella stagione salpano sempre più barche a vela, yachts e catamarani lungo le coste e le isole italiane. Tra le destinazioni più frequentate del Mediterraneo, oltre alle isole Eolie, la Sardegna e la Costiera Amalfitana, c’è anche la Toscana che conta 17.550 ormeggi lungo i circa 300 miglia di litorale.
Ed è proprio l’ente Toscana Promozione Turistica, nell’ambito del progetto di Vetrina Toscana e Unioncamere, ad avere pubblicato di il libro “Happy Boat in Toscana – Ricette per naviganti a vela e a motore”, una guida pratica alla cucina tipica, dedicato a chi sceglie di approdare sulle coste della regione volendo assaporare ricette locali.
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La cucina toscana in barca
Dai classici della gastronomia locale, come gli spaghetti con le arselle e le acciughe marinate, il volume affronta anche nuove interpretazioni culinarie, come per esempio le triglie con patate, la palamita al pesto di ortica o l’insalata di sgombro marinato. Tutte ricette di otto chef del litorale toscano accompagnate da consigli sulle tecniche di preparazione in cucina.
Tra questi si legge per esempio che è meglio prediligere cotture brevi e marinature, in modo da preservare la qualità degli ingredienti e ridurre al minimo il rischio di fermentazioni. Oppure scegliere piccole pezzature, tagli sottili e spessori bassi, il che consente di approfittare della temperatura di zuppe o verdure per cuocere il pesce, risparmiando così tempo ed energia.

Le dritte di Slow Food Italia per il pesce
Sempre sul rapporto tra andare in barca e gastronomia cresce la sensibilità sul tema della sostenibilità e della salvaguardia del mare. Su questo fronte Slow Food Italia su una pubblicazione scaricabile gratuitamente dal sito www.vetrina.toscana.it suggerisce i prodotti tipici che non possono mancare in una cambusa gourmet e sostenibile. Si consiglia per esempio di acquistare pesce locale rifiutando pesci sotto taglia e o di specie riconosciute a rischio, e fare così attenzione alla stagionalità del pescato, per non danneggiare l’ecosistema e consentire la riproduzione.
Variare i pesci sulla nostra tavola, infatti, non solo tutela la biodiversità, ma evita un impoverimento dell’esperienza gastronomica che anche a bordo può riscoprire saperi, storie e mestieri del mare.
