Due amici, una canoa e il fascino dimenticato del fiume Po

Discendere il Po a bordo di una canoa canadese da Viadana a Goro, sul mare Adriatico: 215 chilometri tra natura silenziosa e vecchi pescatori. È la piccola grande avventura vissuta da due amici di 24 anni Piergiorgio Campanini e Alex Malavolta.

Navigare il Po sino a raggiungere il mare è sempre stata un’impresa che ha suscitato interesse e ammirazione nella gente che popola le rive del grande fiume. Oggi quell’importante corso d’acqua è stato un po’ dimenticato. In molti lo scorgono distrattamente solo da lontano, quando si attraversano i suoi ponti. Eppure è ancora lì immenso, ricco di storie e di paesaggi unici. Così due giovani di 24 anni Piergiorgio Campanini e Alex Malavolta hanno deciso la scorsa estate di discenderlo in canoa.

“Sono cresciuto frequentando la golena di Viadana e la sua fitta vegetazione che varia nelle forme e nei colori durante il susseguirsi delle stagioni – racconta Piergiorgio Campanini – l’idea di discendere il Po fino alla foce mi è venuta durante il periodo della pandemia quando ho visto alcuni film neorealisti ambientati sul fiume e il suo delta. Pellicole come ‘Gente del Po’ di Michelangelo Antonioni, ‘Ossessione’ di Luchino Visconti e anche un episodio di Paisà di Roberto Rossellini. Così ho convinto il mio amico Alex Malavolta a seguirmi in questa impresa un po’ folle”.

fiume Po

Una canoa canadese, la tenda e poche attrezzature

Durante la notte si sarebbero accampati sugli spiaggioni o nei pochi campeggi presenti sulla riva del fiume, frequentati spesso da turisti stranieri attratti dalla pesca al siluro. Il loro primo tentativo di discendere il fiume a inizio settembre 2024 purtroppo coincise con la famosa allerta meteo che interessò la Romagna. All’altezza di Ferrara, il vento era così forte da generare onde contrarie di circa 30-40 centimetri. La loro canoa cominciò a imbarcare acqua e dovettero desistere.

Per il secondo tentativo hanno investito in una canoa canadese, più grande e robusta, una Old Town Saranac 146, stivandoci dentro le tende, due bidoni a tenuta stagna con attrezzatura e il cibo diviso in razioni singole, una tanica da 20 litri d’acqua potabile, fornellino con tutto il necessario per cucinare, e come unico “comfort” un tavolino da campeggio con le sedie e due ombrelloni per proteggersi dal sole.

Fiume sofferente, ma ancora maestoso

Sono partiti così la prima settimana di luglio 2025 da Boretto (RE) sulla riva opposta a Viadana (MN) per la comodità dell’attracco. “Il viaggio è stato impegnativo perché abbiamo dovuto affrontare il caldo torrido, il vento contrario e la pochissima spinta della corrente causata dallo scarso livello del fiume”, spiega ancora Piergiorgio.

Durante la discesa per i due ragazzi non sono mancati incontri interessanti. A Stellata di Bondeno hanno incontrato Filiberto Raisi, pescatore professionista e protagonista di programmi televisivi sulla pesca, che gli ha raccontato la sua esperienza di discesa del Rio delle Amazzoni, mentre Mauro Bolognesi gli ha narrato le sue discese del Po fatte in solitaria negli Anni 90.

Un modo di vivere il fiume e sé stessi

“Al tramonto, superati gli ultimi canneti, abbiamo finalmente visto il faro di Goro racconta Piergiorgio – sullo sfondo l’acqua verde del fiume diluiva lentamente in un’immensa distesa azzurra: eravamo giunti alla meta. Dopo aver tirato in secca le canoe, abbiamo festeggiato con tutti i viveri rimasti. Accampati sulla foce del Po, di fronte all’Isola dell’Amore, abbiamo affrontato una notte davvero difficile a causa di un vento fortissimo che rischiava di sradicare le tende. Solo all’alba ci siamo potuti finalmente riposare con un meritato bagno nel mare Adriatico. Quei sei giorni in canoa resteranno per sempre con noi: non solo un viaggio, ma un modo per guardare con occhi nuovi il fiume e noi stessi”.

 

David Ingiosi

Giornalista professionista, appassionato di vela e sport acquatici, esperto di diporto nautico, ha una lunga esperienza come redattore, reporter e direttore di testate nazionali e internazionali dove si è occupato di tutte le classi veliche, dalle piccole derive ai trimarani oceanici, compresi tutti i watersports.

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