Diventa mamma, Clarisse Crémer tagliata fuori dal Vendée Globe

La navigatrice francese Clarisse Crémer dopo essere diventata mamma a novembre 2022 è stata licenziata dal suo sponsor ufficiale Banque Populaire in vista del Vendée Globe del 2024. E in Francia, ma non solo, scoppia la polemica.

Donne veliste, mamme e regate internazionali. Il mondo della vela internazionale è in queste ore acceso da un dibattito che sta trascendendo di fatto i confini dello sport. A scatenarlo è stato l’annuncio della velista francese Clarisse Crémer che impegnata nella campagna di preparazione al Vendée Globe 2024, dopo essere diventata mamma di una bimba nel novembre 2022 di fatto è stata scaricata dallo sponsor ufficiale Banque Populaire. Secondo l’azienda infatti la maternità della navigatrice mette a rischio la possibilità di essere presente alla partenza. Dato che la skipper non ha ancora effettuato regate di qualifica per il giro del mondo in solitario.

Clarisse però ribatte che lo sponsor era perfettamente a conoscenza del suo stato quando hanno stabilito di partecipare a un altro Vendée Globe. Ed è convinta di potere ancora ottenere la qualificazione alla regata. Posizioni ufficiali a parte, la Crémer è stata in ogni caso licenziata e sostituita da un nuovo skipper il cui nome verrà reso noto a breve.

La sua qualificazione per il Vendée Globe a rischio

A complicare le cose c’è anche il nuovo regolamento degli stessi organizzatori del Vendé Globe. Il sistema di qualifica del giro del mondo è cambiato in vista della prossima edizione, e chi ha finito già la regata una volta, come Clarisse Crémer, non è automaticamente qualificato alla successiva come avveniva in passato. Bisogna accumulare una serie di punti nelle regate ufficiali, in solitaria, della classe Imoca, al fine di ottenere uno dei 40 posti a disposizione. Proprio a questo fa riferimento Banque Populaire come causa di licenziamento della skipper. Il rischio che a causa dei suoi impegni di madre non riesca a qualificarsi per tempo.

Nessuno al momento tra organizzatori del Vendée e sponsor, sembra essere riuscito a trovare una soluzione, impedendo così a una velista di indiscusso talento come Clarisse Crémer di fare il suo lavoro e inseguire il proprio progetto sportivo.

Un dibattito acceso in tutto il mondo

Certo è che il caso di Clarisse Crémer sta avendo sviluppi clamorosi, che vanno oltre la vela. E che, soprattutto in Francia ma non solo, sono al centro di una discussione molto accesa. Tanto che, oltre a tanti uomini e donne sportive, è scesa in campo anche la ministra dello Sport francese, Amélie Oudéa-Castéra, che ha preso le parti di Clarisse e ha istituito un tavolo di mediazione tra le parti per il 6 marzo.

Non mancano però anche le critiche alla velista francese. Una professionista come lei, dicono, firma dei contratti e si impegna a portare a termine dei risultati a fronte di sponsorizzazioni che hanno in ballo diversi milioni di euro. A volte anche a costo di sacrificare la propria vita privata, come fanno gli atleti e le atlete di tutti gli sport. Perché lei dovrebbe fare eccezione?

David Ingiosi

Appassionato di vela e sport acquatici, esperto di diporto nautico, ha una lunga esperienza come redattore, reporter e direttore di testate nazionali e internazionali dove si è occupato di tutte le classi veliche, dalle piccole derive ai trimarani oceanici, compresi tutti i watersports.

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