Un’impresa leggendaria, un record stabilito a dispetto dell’età e delle avversità. La storia di Diana Nyad, la nuotatrice che ha sfidato l’oceano e sé stessa per realizzare un sogno. Un racconto di coraggio, determinazione e resilienza, che ha ispirato un film acclamato dalla critica.
Una bracciata dopo l’altra, senza mai fermarsi, per quasi 100 miglia nautiche. Nel mezzo la paura di non farcela, la fame, la stanchezza e la sete, il rischio degli squali, le piaghe sulla bocca per via dell’acqua salata, senza contare la pressione dei media. Quella che la nuotatrice statunitense Diana Nyad fece il 2 settembre del 2013 fu un’impresa leggendaria: la traversata a nuoto no stop da Cuba alla Florida. Riuscì a completare il percorso in meno di 53 ore arrivando sfinita ma felice in una spiaggia di Key West. Con un piccolo particolare: all’epoca Diana aveva 54 anni.
Niente male per questa ex ragazza cresciuta a Ford Lauderdale e che all’epoca del liceo era entrata nella squadra di nuoto solo per avere qualche voto migliore in pagella. Non sapeva che il nuoto su lunghe distanze sarebbe diventata la sua vita.
Nel 2011 venne quasi uccisa da una medusa
Eppure per stabilire quel record in solitario Diana Nyad dovette ripetere ben cinque tentativi. Nel 2011 si era sfiorata anche la tragedia. Mentre nuotava era stata colpita da una medusa letale, chiamata “cubomedusa”. “In due minuti mi sono sentita paralizzata – racconta Diana – mi aveva stretto il collo, poi le braccia. Stavo morendo. Sono venuti gli uomini del team con la maschera dell’ossigeno e mi hanno iniettato adrenalina. Erano convinti che non ce l’avrei fatta”.
Poi invece al quinto tentativo il successo, nonostante i pericoli nel nuotare in oceano aperto. “Di giorno c’erano le onde, di notte la paura degli squali – rievoca oggi l’atleta – con il buio, l’oceano è completamente nero, il loro corpo si mimetizzava: davanti a me c’era un gruppo di sommozzatori che individuavano gli squali vedendo i loro occhi. Dovevo solo fidarmi”. Un stress fisico e mentale enorme per un essere umano. Tanto è vero che durante la traversata Diana perse oltre 13 chilogrammi di peso. Dopo il record di traversata Diana venne stata celebrata da Barack Obama, ai tempi presidente degli Stati Uniti che la ricevette alla Casa Bianca.
La sua storia in un bel film
La sua storia ha ispirato anche un film. La pellicola, uscita nel 2013 e oggi disponibile su Netflix, s’intitola “Nyad – Oltre l’Oceano” per la regia di Jimmy Chin ed Elizabeth Chai Vasarhelyi con Annette Bening nel ruolo di Diana e Jodie Foster nel ruolo della sua amica e allenatrice Bonnie Stoll. Il film ha ottenuto due candidature a all’Oscar e altre due candidature ai Golden Globes.
Dopo quel successo la vita di Diana è cambiata. Ha cominciato a girare il mondo prima come atleta e poi come “life coach” per ispirare le altre persone. Negli Anni 70 venne più volte anche in Italia per partecipare alla celebre traversata a nuoto da Napoli a Capri in cui in un’edizione battè anche gli uomini. Ancora oggi a 76 anni Diana partecipa a raccolte fondi e a gare di beneficenza. Si aspetta di arrivare almeno a 100 e, vista la sua energia, ne siamo certi…


