Un violento incendio alimentato dalla forte Tramontana ha colpito il polo nautico di Canet-en-Roussillon nel sud della Francia. Ingenti i danni materiali alle strutture del celebre Gruppo Catana, ma fortunatamente non si registrano vittime tra il personale.
Un pomeriggio di grande apprensione ha scosso profondamente il comparto della nautica da diporto internazionale. Il celebre stabilimento del Gruppo Catana situato a Canet-en-Roussillon, uno dei centri nevralgici per la nascita dei multiscafi a marchio Catana e Bali, è stato parzialmente travolto da un devastante incendio.
L’evento si è verificato nella giornata di giovedì 2 luglio, quando un rogo di vaste proporzioni ha flagellato la striscia costiera compresa tra Sainte-Marie-la-Mer e Canet, nel meridione della Francia. La struttura colpita è un vero e proprio fiore all’occhiello della cantieristica transalpina, recentemente al centro di documentari televisivi volti a svelare i segreti produttivi e l’alto livello di artigianalità che si celano dietro la costruzione di queste imbarcazioni.
La spinta del vento e l’avanzata del fronte
Le ricostruzioni iniziali indicano che le fiamme hanno avuto origine poco prima delle ore 14 nei pressi di un’area campeggio a Sainte-Marie-la-Mer. A rendere la situazione esplosiva è stata la presenza di una forte Tramontana che soffiava con raffiche prossime ai 30 nodi, spingendo il fuoco a una velocità impressionante attraverso la vegetazione arsa dal sole.
Le barriere naturali non sono bastate a fermare l’avanzata del rogo: le scintille hanno infatti superato il corso del fiume Têt, il quale divide la zona dei campeggi dal polo nautico di Canet. In pochissimo tempo, il fronte di fuoco ha investito le strutture ricettive limitrofe per poi accanirsi sull’area industriale dove sorge la sede produttiva di Catana.
Evacuazioni di massa e soccorsi in prima linea
I resoconti delle testate locali descrivono uno scenario apocalittico, caratterizzato da una propagazione fulminea che ha imposto l’immediato sgombero di spiagge, stabilimenti turistici, uffici e banchine portuali. Tra le realtà ricettive più colpite figurano strutture rinomate come Le Sainte-Marie, Le Marina e Le Brasilia; quest’ultimo, in particolare, avrebbe riportato danni gravissimi con centinaia di bungalow ridotti in cenere. Migliaia di turisti e residenti sono stati allontanati in via d’urgenza.
Il bilancio dei soccorritori ha registrato il ferimento di tre vigili del fuoco, ospedalizzati a causa delle ustioni riportate durante i primi, concitati tentativi di contenimento. Successivamente, l’incendio ha aggredito il distretto nautico, all’interno del quale Catana Group rappresenta una delle realtà di maggior peso per il mercato dei catamarani da crociera oceanica e da charter.
Il bilancio dei danni all’interno del cantiere
La notizia più rilevante e rassicurante, confermata dai vertici aziendali, riguarda l’incolumità dei lavoratori: non si registra infatti alcun ferito all’interno del sito produttivo. Sul fronte patrimoniale e strutturale, tuttavia, lo scenario appare critico. Le prime stime giunte dalla Francia parlano di gravi danni a diversi stabili della factory, inclusi il blocco direzionale degli uffici e i capannoni dedicati alla linea dei Catana Ocean Class.
Alcune indiscrezioni riferiscono anche della perdita di alcuni scafi in fase di allestimento. Al contrario, il fuoco avrebbe risparmiato le aree destinate all’assemblaggio del Bali 5.8, uno dei modelli di punta più recenti del marchio. Le operazioni di spegnimento e bonifica sono proseguite senza sosta per tutta la notte, e l’accesso al perimetro industriale è rimasto interdetto per consentire il monitoraggio degli ultimi focolai.
L’impatto su una filiera d’eccellenza
Per la comunità dei velisti e per l’industria nautica globale, l’incidente di Canet-en-Roussillon rappresenta un colpo durissimo. I marchi Catana e Bali costituiscono una fetta cruciale del mercato dei multiscafi, un comparto che ha vissuto una crescita straordinaria nell’ultimo decennio. Un evento del genere mette in luce l’intrinseca vulnerabilità di una catena produttiva complessa, fatta di tecnici specializzati, designer e fornitori locali.
Nelle prossime settimane verranno quantificati con esattezza i ritardi sulla tabella di marcia delle consegne. Ciononostante, la totale assenza di vittime tra le maestranze permette di affrontare la ricostruzione con uno spirito di sollievo: se i capannoni e le imbarcazioni possono essere ricostruiti, la salvaguardia della vita umana resta l’unico vero traguardo in una giornata di tale emergenza.
