Da Castellammare a New York: l’Atlantico a vela per ricordare l’emigrazione italiana

Un architetto velista salpa dalla Sicilia verso Ellis Island (Stati Uniti) per consegnare la bandiera del Museo dell’Emigrazione Italiana: un viaggio a vela simbolico tra memoria e futuro.

Dal porto di Castellammare del Golfo, in provincia di Trapani, è partita lo scorso 6 ottobre una barca a vela di 13 metri, la “Nesea”, diretta a New York. Costruita in alluminio, l’imbarcazione è comandata dall’architetto e velista Francesco Felice Buonfantino, accompagnato dalla compagna e da un gruppo ristretto di amici. La rotta prevede l’attraversamento dell’Atlantico e, una volta raggiunta la costa orientale degli Stati Uniti, la risalita dell’Intracoastal Waterway, la storica via d’acqua che collega la Florida al Canada, permettendo di navigare al riparo dal mare aperto.

Quella di Buonfantino non è un’avventura qualsiasi: è un viaggio che intreccia passione per il mare, memoria storica e architettura. L’architetto è infatti il progettista del Museo Nazionale dell’Emigrazione Italiana (MEI) di Genova, inaugurato nel 2022 nella Commenda di San Giovanni di Prè, edificio medievale un tempo punto di partenza per pellegrini e viaggiatori. Con il suo studio Gnosis, Buonfantino sta inoltre lavorando al futuro Museo dell’Emigrazione di Napoli, che troverà spazio nell’antico edificio dell’Immacolatella, affacciato sul porto partenopeo.

Emigrazione

Un viaggio simbolico verso Ellis Island

La traversata della “Nesea” è un atto di memoria viva. Sulla barca viaggia infatti la bandiera del MEI, issata per tutta la durata del viaggio e destinata a essere consegnata ufficialmente a Ellis Island, luogo simbolo dell’emigrazione italiana negli Stati Uniti. Lì, la bandiera sarà custodita come testimonianza del legame tra la storia degli italiani partiti in cerca di fortuna e la riflessione contemporanea sulle migrazioni.

La partenza dalla Sicilia non è casuale. Tra Ottocento e Novecento, l’isola fu una delle principali terre di emigrazione verso l’America: porti come Palermo e Messina videro salpare centinaia di migliaia di persone dirette proprio a Ellis Island, spesso spinte dalla speranza di una vita migliore. Oggi, da quello stesso mare, una piccola barca ripercorre idealmente quel viaggio, ma con uno scopo diverso: trasportare un simbolo di memoria, identità e speranza.

Emigrazione

“Siamo tutti figli delle migrazioni”

L’iniziativa è promossa dal Museo Nazionale dell’Emigrazione Italiana, rappresentato dal presidente Paolo Masini e dal direttore Pierangelo Campodonico, che hanno voluto sottolineare il valore universale del progetto:

“Siamo tutti figli delle migrazioni – ricordano Masini e Campodonico – e il contributo dei migranti ha arricchito le società di ieri come quelle di oggi. Portare la nostra bandiera a Ellis Island è un gesto dal forte significato simbolico: parla al passato ma guarda al futuro, tessendo la più grande narrazione collettiva del nostro Paese.”

Dalla memoria al futuro

Il viaggio della “Nesea” è, dunque, più di una sfida marinaresca. È un gesto che ricongiunge due sponde dell’oceano e due epoche diverse: quella degli emigranti partiti con le valigie di cartone e quella di un’Italia che oggi riscopre, attraverso la cultura, le proprie radici migratorie.

Da Castellammare del Golfo a Ellis Island, la rotta della “Nesea” non è solo geografica: è un viaggio nella memoria collettiva di un popolo che ha fatto del mare il ponte tra la nostalgia del passato e la speranza del domani.

David Ingiosi

Giornalista professionista, appassionato di vela e sport acquatici, esperto di diporto nautico, ha una lunga esperienza come redattore, reporter e direttore di testate nazionali e internazionali dove si è occupato di tutte le classi veliche, dalle piccole derive ai trimarani oceanici, compresi tutti i watersports.

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