Lo scorso 26 agosto l’armatore di uno yacht di 32 metri battente bandiera croata è stato immortalato mentre entrava con la prua nella cosiddetta “Grotta delle Monache” a Polignano a Mare. Una manovra pericolosa compiuta nel totale disprezzo della natura, delle ordinanze locali e del vivere civile.

Viviamo in un’epoca visuale dove la realtà viene riflessa, rappresentata, a volte anche distorta da milioni di immagini che scandiscono e riempiono le nostre giornate, condizionano il nostro modo di vivere e certamente anche il nostro modo di pensare. Oggi una semplice foto vale più di mille parole e in un istante può fare il pieno di like (o dislike) e generare parole a tonnellate. In bene o in male, naturalmente.

Una’immagine irritante o sconveniente, per esempio, può anche gettare discredito su un’intera categoria. Come quella che ha immortalato un super yacht di 32 metri che lo scorso 26 agosto è entrato con la prua in una delle tante grotte su cui si affaccia il centro storico di Polignano a Mare, in Puglia. La barca, battente bandiera croata, è stata ripresa da decine di scatti dei turisti nei paraggi dell’ingresso della cosiddetta “Grotta delle Monache” in quella che è stata una manovra sciagurata, folle, ma anche spavalda, compiuta nella più totale indifferenza e disprezzo non solo delle bellezze naturali notoriamente fragili di quel tratto di costa soggetto da anni ad erosione, ma anche delle ordinanze locali della Capitaneria di Porto a tutela dell’ambiente. Non ultimo un comportamento, quello del comandante dello yacht, contrario a ogni regola di sicurezza marinaresca che ha messo in pericolo lo stesso equipaggio.

Sanzione pagata, ma il danno d’immagine ai diportisti?

Allertata dai bagnanti e da altre imbarcazioni ormeggiate alla fonda nei paraggi, la Guardia Costiera di Monopoli è intervenuta poco dopo per controllare il super yacht e sanzionarlo con una multa di 1.377 euro. Sanzione un po’ troppo tenera, afferma qualcuno, per la gravità dell’infrazione, ma anche poco esemplare in termini di immagine. C’è addirittura chi la ritiene tutto sommato innocua per le tasche di quell’armatore certamente molto ricco, visto che solo di carburante un maxi yacht così può consumare migliaia di euro in una sola giornata. In ogni caso, la punizione c’è stata, la sanzione è stata pagata, insomma giustizia è stata fatta.

E invece no. Quella foto procura danni a tutti gli armatori di tutte le barche, mette alla berlina l’intera categoria dei diportisti. Perché trasuda arroganza, disprezzo delle regole, indifferenza alla natura e oltraggio al vivere civile che non possono appartenere a chi va per mare. Accuse che l’opinione pubblica finisce per addossare certamente a quell’armatore scellerato, ma anche a chiunque possieda una barca, anche un gommone, semplicemente per ignoranza, per rabbia, per disgusto, magari anche per invidia di chi può godersi il mare dalla terrazza di uno yacht o dal pozzetto di una barca a vela. Armatore uguale ricco, uguale prepotente, uguale colpevole a prescindere, questa è la disastrosa equazione che fa la gente di fronte a un comportamento simile. Per uno che si comporta male, ci rimettono tutti.

La nautica in generale fa di tutto per diffondere una cultura sana dell’andare per mare con un approccio il più possibile ecosostenibile, rispettoso delle regole e dell’ambiente. Lavora per spazzare via il vecchio cliché della nautica come esclusivo presidio di ricchi snob che tutto si concedono al di sopra delle regole solo perché possono. Poi basta una foto indecente e manda tutto all’aria, anzi all’indietro. Dovremmo essere noi diportisti a indignarci per primi di fronte a questi abusi, a questa mancanza di buone maniere e civiltà, i primi a denunciare e arginare questi comportamenti che per quanto singolari finiscono per danneggiare tutto il popolo del mare.

David Ingiosi

Appassionato di vela e sport acquatici, esperto di diporto nautico, ha una lunga esperienza come redattore e reporter per testate nazionali e internazionali dove si è occupato di tutte le classi veliche, dalle piccole derive ai trimarani oceanici

1 Comment
  1. Sinceramente non comprendo dove vi sia da meravigliarsi: l’ordinanza locale non limita certo la dimensione delle barche che possono avvicinarsi/accedere alla grotta!
    Le norme vietano la navigazione a motore entro determinati limiti dalla costa, eppure ogni giorno, in quella grotta, ci sono decine di barchini e gommoni che scorrazzano ed entrano nella grotta indisturbati, contravvenendo in eguale misura a norme ed ordinanze.
    Letta così, veramente, sembra esserci c’è chi si accanisce contro i ricchi?

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