Bénéteau, insieme a Composite Recycling, sta aprendo una nuova era nel riciclo dei compositi con un processo che combinando resina termoplastica e pirolisi a bassa temperatura promette di trasformare gli scarti di produzione in nuove risorse. L’obiettivo è di estendere il riciclo alle imbarcazioni a fine vita.
Per anni, il riciclo dei materiali compositi utilizzati nella costruzione di imbarcazioni è stato un problema irrisolto. Gli scafi in poliestere rinforzato con fibra di vetro, dominanti sin dagli anni ’60, si sono rivelati ostici da smantellare e quasi impossibili da riciclare. Ma ora, una svolta significativa sta prendendo forma grazie all’impegno congiunto di figure chiave del settore: Guillaume Perben, fondatore di Composite Recycling, ed Erwan Faoucher, Direttore Innovazione del Gruppo Bénéteau.
Insieme, stanno lavorando per rendere concreto un processo completo che permetta di riciclare i materiali compositi provenienti dagli scarti di produzione.
Il problema degli scarti di produzione e la svolta Bénéteau
Il poliestere e la fibra di vetro sono materiali ampiamente utilizzati nella costruzione di yacht per la loro resistenza, economicità e facilità di lavorazione. Tuttavia, il loro smaltimento rappresenta una sfida ambientale significativa. I compositi termoindurenti sono difficili da separare e, non essendo riciclabili, finiscono spesso in discarica.
Il Gruppo Bénéteau ha deciso di affrontare il problema alla radice, concentrandosi sugli scarti di produzione, che rappresentano circa il 10-15% del materiale utilizzato per la costruzione di uno scafo. Questi scarti, prima destinati alla discarica, vengono ora recuperati e riprocessati in materie prime per la produzione di nuovi scafi.

La pirolisi: chiave di volta del processo di riciclo
Il fulcro del sistema è un pirolizzatore sviluppato da Composite Recycling. Questa tecnologia innovativa riscalda i materiali compositi a circa 400°C, temperatura sufficiente per decomporre la resina termoplastica e liberare le fibre di vetro senza danneggiarle. Il processo genera due prodotti principali: un olio di pirolisi, derivato dalla resina, che può essere riprocessato in nuova resina da Arkema, e fibre di vetro che possono essere rifuse e rifilate. Secondo Erwan Faoucher, “il processo recupera materiali con le stesse proprietà meccaniche del loro stato originale”.
Il successo del progetto si basa su una solida alleanza tra produttori specializzati. Arkema recupera l’olio di pirolisi per produrre una nuova resina Elium, riciclabile e compatibile con i processi esistenti. Owens Corning rifonde le fibre per renderle filabili, mentre Chomarat le trasforma in tessuti tecnici adatti alle esigenze meccaniche delle imbarcazioni. A completamento del ciclo, Bénéteau riutilizza questi materiali nella produzione di nuove unità, creando un vero e proprio sistema di economia circolare.

Test su catamarani di lusso e orizzonti futuri
Il progetto si prepara ora alla sua prima fase di applicazione su scala industriale, con l’integrazione dei materiali riciclati nella costruzione di un Lagoon 82, un catamarano di 25 metri. Questa imbarcazione fungerà da banco di prova per valutare l’integrazione di fibre riciclate con una resina diversa da Elium, per isolare le variabili. Un secondo yacht, realizzato con resina Elium e fibre riciclate combinate, è previsto per il 2026.
Il riutilizzo degli scarti di produzione è solo il primo passo. L’obiettivo a medio termine è estendere il processo di riciclo alle imbarcazioni a fine vita. Tuttavia, ciò comporta diverse sfide, tra cui la variabilità della qualità dei materiali, l’età dei compositi, la mancanza di tracciabilità e gli elevati costi di trattamento. Come afferma Guillaume Perben, “siamo sulla strada giusta, ma dobbiamo ancora definire un modello di business sostenibile per il trattamento degli scafi usati”.
Il settore potrebbe presto accogliere altri cantieri navali (oltre a quelli del Gruppo Bénéteau) nell’iniziativa, poiché le soluzioni sviluppate sono modulari. Alcuni potrebbero adottare solo la resina riciclata, mentre altri potrebbero concentrarsi sul trattamento delle fibre, aprendo nuove prospettive per un’industria nautica più sostenibile.
Photo credits immagine apertura: Composites-Recycling.

