Come stanno cambiando i tessuti marini a bordo delle barche

I tessuti marini impiegati a bordo di barche e yachts sono sempre più realizzati con fibre naturali, sostanze chimiche meno nocive e colori più duraturi. Ecco come si sta evolvendo questo settore degli accessori nautici.

I tessuti per la nautica, sia all’interno che all’esterno delle imbarcazioni, hanno una vita difficile, quindi sono in genere sviluppati per far fronte a condizioni estreme di caldo, freddo, raggi solari, nonché infiltrazioni d’acqua e umidità. Oggi da parte dei diportisti a queste qualità di base si aggiungono ulteriori richieste: la facilità di pulizia e uno stile ricercato.

I produttori di tessuti marini si rivolgono all’intera gamma di diportisti, dal velista occasionale attento al budget all’armatore abbiente di super yachts. Quindi non sorprende che la produzione di tessuti nautici robusti, versatili e alla moda, sia diventata un settore altamente competitivo. Ma a spingere le vendite è anche la crescente consapevolezza della sostenibilità ambientale. I proprietari di imbarcazioni sono alla ricerca di tessuti comodi e piacevoli da vivere, ma anche sostenibili in chiave “green”. Facciamo allora una panoramica di ciò che offre l’attuale mercato di tessuti da barca.

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Tessuti marini
Photo credits: Spradling.

Silicio, materia prima naturale e 100% “green”

Una delle grandi novità dei tessuti nautici è l’utilizzo del silicio, il secondo elemento più abbondante nella crosta terrestre. I produttori di tessuti ottengono da questo minerale un tessuto straordinariamente flessibile e resistente. La “finta pelle” a base di silicio è molto morbida al tatto ed è disponibile in un’ampia gamma di colori. Tra le aziende che utilizzano il silicio, c’è per esempio il produttore francese Alonso Mercader. Il silicio è totalmente naturale, è molto più ecologico dei prodotti tradizionali e permette di ottenere un tessuto migliore della vera pelle in termini di resistenza all’usura e al degrado dei raggi UV.

Prodotti simili sono anche nel catalogo dell’azienda italiana Italvipla. I loro modelli “Sileather”, per esempio, sono disponibili in un’ampia gamma di colori e sono descritti come “riciclabili, facili da pulire, resistenti alle macchie, alla muffa e all’umidità e con un’elevata resistenza al fuoco”.

Tessuti marini
Photo credits: Italvipla.

Tessuti nautici: l’alternativa alla schiuma interna

Molti proprietari di imbarcazioni sperimentano il cedimento del rivestimento in vinile di cuscini e prendisole quando la schiuma di supporto all’interno si disintegra lentamente con il tempo. Alonso Mercader a questo proposito risolve il problema con un’alternativa in tessuto 3D chiamata “Airflow”. Il nuovo materiale offre anche un migliore isolamento, contribuendo a ridurre l’energia necessaria per il riscaldamento o il condizionamento dell’aria a bordo.

“Airflow” è inoltre resistente all’idrolisi, la causa principale del deterioramento della schiuma. Poiché non sono necessarie sostanze chimiche aggressive per il processo di produzione, tale materiale è generalmente più rispettoso dell’ambiente.

Tessuti marini
Photo credits: Telstar.

Occhielli in plastica anti corrosione

Un altro punto di rottura dei tessuti marini esterni è rappresentato dai punti di fissaggio di tende e coperture. Di solito si tratta di occhielli metallici forati nel materiale, ma non sempre si trovano nel posto giusto e quindi vengono sottoposti a inutili sollecitazioni. L’azienda olandese Telstar Marine ha sviluppato una soluzione chiamata “TM Block” che consiste in un semplice attacco in plastica che scorre lungo un’estrusione cucita sul lato della copertura.

I cursori possono essere facilmente riposizionati per ottenere il miglior collegamento con un punto di ancoraggio. L’equipaggio può anche aggiungere tutti i fissaggi che desidera per fissare una tenda di grandi dimensioni in caso di maltempo. I bozzelli TM sono disponibili in bianco o nero.

Tessuti marini
Photo credits: Recanses.

Tessuti marini reversibili

Molti tappezzieri nautici preferiscono utilizzare un tessuto reversibile, in quanto offre più opzioni di design dallo stesso rotolo. L’azienda spagnola Spradling per esempio ha presentato una nuova collezione di tessuti chiamata “Kizuna”, con tre disegni distinti: Artisan, Checker e Tweed. Checker è il disegno più popolare, seguito da Artisan, per il suo aspetto artigianale. Tweed è un design più strutturato, anch’esso di grande appeal.

La collezione si rivolge ai proprietari di barche che desiderano toni più neutri. La natura reversibile del tessuto significa che ogni lato ha le stesse proprietà, quindi lavabile, resistente ai raggi UV e alle macchie, ma si può scegliere tra effetti più chiari o più scuri all’interno dello stesso rotolo. L’azienda offre ben 35 colori per i tre modelli.

Tessuti marini
Photo credits: Telstar.

100% Acrilico resistente ai raggi Uv

Il più grande nemico della tappezzeria marina è la luce UV che può sbiadire i pigmenti e dare origine a diverse zone di sbiancamento. La nuova parola d’ordine è allora “100% acrilico tinto in massa”. A lanciarlo è stato il produttore spagnolo Recasens che lo ritiene il miglior polimero attualmente sul mercato. Il colore si trova nel cuore della fibra, non è rivestito o laminato dopo la tessitura, quindi è quasi impossibile che i raggi UV lo sbiadiscano. Inoltre, non ci sono incongruenze nel colore del tessuto finito.

L’azienda offre una garanzia di 12 anni contro lo sbiadimento da sole, attualmente la più lunga del mercato. Offre anche una garanzia di 5 anni contro l’usura. È possibile pulire il materiale anche con la candeggina. Non si surriscalda, è traspirante e completamente antibatterico.

Tessuti marini 100 per 100 “green”

I produttori di tessuti di tutti i settori stanno sviluppando prodotti più sostenibili. Tra le aziende leader c’è il produttore francese Sunbrella che ha appena presentato una nuova collezione che rispecchia il mondo naturale. Attenta al proprio impatto ecologico, l’azienda ha messo in atto azioni sostenibili che comprendono il riciclo del 100% dei rifiuti acrilici provenienti dalle sue due fabbriche. Da quest’anno, una collezione nota come “Endless Stories” sarà dedicata al riciclo, con fino al 50% del tessuto contenente fibre riciclate.

Nel frattempo, anche l’azienda olandese Vyva è stata pioniera nel riutilizzo di materiali provenienti dall’industria della plastica, producendo una serie di tessuti resistenti, leggeri e colorati per applicazioni marine. Il produttore britannico Ultrafabrics, che da tempo sostiene i filamenti sostenibili, cerca di utilizzare fibre più naturali e di origine vegetale. L’azienda si concentra sulla produzione dei “tessuti di domani”, tra cui Volar Bio, destinato esclusivamente alle applicazioni sottocoperta, che utilizza come base materiali rinnovabili e di origine vegetale. Infine Ultrafabrics ha di recente introdotto nei suoi poliuretani le fibre modali “Tencel”, una cellulosa artificiale prodotta dal legno di faggio e proveniente da foreste sostenibili.

David Ingiosi

Giornalista professionista, appassionato di vela e sport acquatici, esperto di diporto nautico, ha una lunga esperienza come redattore, reporter e direttore di testate nazionali e internazionali dove si è occupato di tutte le classi veliche, dalle piccole derive ai trimarani oceanici, compresi tutti i watersports.

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