Come i piloti di jet ski salvano i surfisti nelle onde giganti

Il “big surf” sulle grandi onde è una disciplina specifica del surf in cui i riders rischiano letteralmente la vita su masse d’acque alte fino a 15 metri. Fondamentale è anche il lavoro dei jet ski che li trainano sulla line up e in caso di emergenza li soccorrono.

Jet ski e surf. Affrontare le onde giganti del pianeta non è da tutti. Sono solo un pugno di surfisti quelli che praticano il cosiddetta “big surf”, una disciplina sportiva estrema che consiste nel cavalcare onde alte fino a 15 metri di altezza. Di conseguenza questi atleti si preparano fisicamente e mentalmente per affrontare tali imprese.

La loro preparazione fisica spesso comporta l’allenamento del corpo attraverso esercizi che migliorano la capacità polmonare e la salute cardiovascolare. Ma l’allenamento può includere anche attività come yoga, training autogeno, meditazione e altri esercizi mentali. La preparazione in questo caso consiste nell’imparare ad accettare la paura e nel prepararsi rigorosamente allo scenario peggiore, in modo che il surfista sappia cosa fare nelle situazioni difficili.

I surfisti di grandi onde si preparano anche imparando a conoscere le onde e le condizioni specifiche in cui si troveranno a surfare ed esercitandosi con onde più piccole prima di tentare quelle più grandi. Tuttavia madre natura a volte è troppo potente per lo spirito umano e i surfisti si trovano in situazioni sospese tra la vita e la morte. Come è capitato il 6 gennaio scorso al surfista brasiliano Márcio Freire che è morto annegato dopo essere stato travolto dalle onde di Nazaré, sulla costa Nord Est del Portogallo.

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I “wipe out” tra le grandi onde sono devastanti

Una delle domande che ci si pone è quanto a lungo una persona possa rimanere sott’acqua dopo un cosiddetto “wipeout”, ossia una caduta in mezzo a queste enormi masse d’acqua. Non è possibile determinare con esattezza il tempo in cui una persona può rimanere sott’acqua senza rischiare di annegare. Può variare in base a diversi fattori, tra cui l’età e le condizioni fisiche.

Jet ski e surf. Un adulto medio può trattenere il respiro per circa 30 secondi. Se una persona è in ottima salute ed è stata addestrata per le emergenze subacquee, può essere in grado di trattenere il respiro anche per un periodo più lungo. I surfisti delle grandi onde, insieme agli apneisti, sono gli esseri umani più preparati sulla Terra quando si tratta di trattenere il respiro per oltre un minuto.

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Gli angeli dei surfisti a cavallo dei jet ski

Ciononostante i surfisti estremi quando cadono tra le onde possono perdere i sensi a causa delle circostanze dell’impatto, di possibili colpi al corpo o alla testa e della privazione di ossigeno per tanti secondi. È qui che i piloti di jet ski entrano in gioco e salvano le loro vite. Ma come fanno a salvare i surfisti in situazioni difficili? E come riescono a schivare le onde in arrivo?

Jet ski e surf. Le moto d’acqua vengono utilizzate per soccorrere i surfisti nelle grandi onde avvicinandosi al surfista in difficoltà e prendendolo in braccio con l’aiuto di una cosiddetta “slitta di salvataggio” o di speciali imbracature collegate al dispositivo a motore. Il pilota, una volta recuperato il surfista, lo trasporta a riva o in un luogo più sicuro. Una volta a terra intervengono quindi i bagnini e i paramedici che possono valutare la gravità dell’infortunio.

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Pilotare un jet ski tra le onde non è uno scherzo

In alcuni casi tuttavia il surfista deve lottare per rimanere a galla in condizioni di acqua agitata o può essere trattenuto sott’acqua dalla forza di un’onda che si infrange, nota anche come “hold-down”. I piloti di jet ski possono utilizzare la loro conoscenza del surf e dei modelli di onde per anticipare il movimento dei frangenti in arrivo e posizionare la moto d’acqua in modo da poter salvare efficacemente il surfista senza essere colpiti dalle onde.

Jet ski e surf. La maggior parte di loro porta con sé walkie-talkie o ricetrasmittenti portatili simili per comunicare con le vedette (gli “spotter”) o con altre persone che hanno un migliore angolo di osservazione della baia. Nella maggior parte dei Paesi, Italia compresa, è necessaria una patente nautica per guidare un jet ski. In ogni caso coloro che lavorano con i surfisti devono avere l’addestramento e l’esperienza necessari per manovrare la moto d’acqua in sicurezza ed essere consapevoli delle proprie capacità e dei potenziali rischi della situazione di salvataggio.

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Consapevolezza delle proprie abilità tecniche

Allo stesso modo i surfisti di “big surf” devono essere consapevoli delle loro capacità tecniche e dei rischi potenziali del surf su grandi onde e prendere le precauzioni necessarie per garantire la loro sicurezza. Tra queste c’è anche il conoscere la posizione del personale di soccorso e delle attrezzature e avere un piano preciso in caso di emergenza.

Jet ski e surf. Ma quali sono esattamente i pericoli legati al surf con le grandi onde? Esistono diversi pericoli per i surfisti tra cui lesioni cerebrali e agli organi interni, strappi ai legamenti, lussazioni e fratture articolari, danni ai polmoni. Le grandi onde possono anche comportare il rischio di sbattere i surfisti contro il fondale dell’oceano, rendendo difficile riemergere o tuffarsi sotto le onde in arrivo.

L’obiettivo: ridurre al minimo tutti i rischi

Quindi, cosa possono fare i soccorritori a bordo dei jet ski e i surfisti di grandi onde per ridurre al minimo il rischio di annegamento e di morte? Sicuramente chi si approccia a questa disciplina estrema deve chiedere consiglio a surfisti più esperti, che possono fornire preziosi suggerimenti su come affrontare i rischi del surf di grandi onde. Poi si deve indossare un’attrezzatura di sicurezza adeguata che include una muta, un casco e un dispositivo di galleggiamento o “impact vest” che possono proteggere i surfisti dall’acqua fredda e a ridurre il rischio di lesioni.

È essenziale inoltre che i surfisti siano consapevoli delle proprie capacità e che navighino entro i propri limiti per ridurre il rischio di lesioni o annegamento. Che siano supportati e monitorati da almeno un compagno e soprattutto disporre di un piano in caso di emergenza. È anche importante ottenere assistenza medica nelle vicinanze. Se un surfista si ferisce o subisce una caduta, è fondamentale rivolgersi a un medico il prima possibile. I surfisti che cavalcano le grandi onde inoltre possono trarre beneficio dalla partecipazione a programmi di formazione sulla sicurezza e di valutazione dei rischi, per comprendere meglio i pericoli del surf da grandi onde e come attenuarli.

David Ingiosi

Appassionato di vela e sport acquatici, esperto di diporto nautico, ha una lunga esperienza come redattore, reporter e direttore di testate nazionali e internazionali dove si è occupato di tutte le classi veliche, dalle piccole derive ai trimarani oceanici, compresi tutti i watersports.

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