Ciao mamma, vado a surfare le onde… In piscina!

Le piscine per fare surf sono moderne meraviglie della tecnologia e dell’ingegneria che ricreano le onde dinamiche e ritmiche dell’oceano in un ambiente controllato. Ma come riescono a ricreare l’effetto shore break?

Surf in piscina. Nell’oceano le onde sono create dal vento. Il vento spinge alcune molecole d’acqua insieme, producendo una mareggiata sulla superficie dell’oceano in un punto preciso. Questa perturbazione viene poi trasmessa lungo la superficie dell’oceano, mentre le singole molecole d’acqua rimangono più o meno nella stessa area. L’azione naturale delle onde può essere riprodotta in diversi modi, ad esempio utilizzando un forte getto d’aria lungo la superficie, una ruota a pale rotanti, uno stantuffo oscillante e altre soluzioni.

In pratica, si spinge sull’acqua in un punto e l’energia si diffonde nell’acqua circostante. Nel tentativo di sfruttare la natura per il divertimento, le tecnologie delle piscine a onde hanno dimostrato l’audacia dell’ingegno umano. Questa spinta ha portato finora a sei metodi diversi, ma ugualmente efficaci per creare onde artificiali, trasformando il surf in uno sport accessibile tutto l’anno e in tutto il mondo.

Leggi anche: Libri di mare: la surf culture, tra arte e pop

Da 9 a 15 onde in una session di surf di un’ora

In generale, in una sessione di surf in una piscina a onde con un numero ridotto di partecipanti, si possono prendere più onde che in una sessione con un pubblico completo. In media, si possono prendere 9-10 onde in un’ora, ma con un numero inferiore di persone se ne possono prendere fino a 15.

Pertanto, programmare le sessioni in orari non di punta può offrire maggiori opportunità di surfare. Ma prima di sguazzare nell’acqua clorata, diamo un’occhiata alle principali tecnologie per le piscine a onde.

La “pala” gigante di Wavegarden

Wavegarden, un’azienda con sede in Spagna, è famosa per l’utilizzo della tecnologia delle pagaie a pistone. Il meccanismo, situato al centro della piscina, utilizza una grande pala incernierata per spostare l’acqua, formando un’onda che si irradia su entrambi i lati. Le dimensioni e la frequenza delle onde possono essere modificate, consentendo di vivere esperienze di surf diverse.

Surf in piscina. La tecnologia “Cove” di Wavegarden perfeziona ulteriormente questo concetto. Si tratta di una serie di piccole pale controllate dal computer che circondano una piscina a forma di diamante. Coordinando queste pale, Wavegarden può creare qualsiasi tipo di onda, dalle increspature adatte ai principianti ai tubi per longboarder di livello professionale.

Surf

Aria pressurizzata per l’American Wave Machines

Quando è stato lanciato l’American Wave Machines (AWM) ha sorpreso il mondo del surf con la sua tecnologia “PerfectSwell”. Questa innovazione prevede l’applicazione di aria pressurizzata sulla superficie dell’acqua, simulando le complessità delle onde oceaniche. Il sistema utilizza una serie di camere d’aria situate sul fondo della piscina. Queste camere vengono riempite e svuotate d’aria in sequenza, spingendo l’acqua al di sopra di esse e dando inizio alla formazione delle onde.

Surf in piscina. I tempi, l’intensità e la sequenza del rilascio dell’aria possono essere manipolati, consentendo la creazione di diversi tipi di onde. Dalle onde piccole e ondeggianti per i principianti a quelle più grandi e tumultuose per i professionisti, la tecnologia di AWM porta un oceano adattabile in qualsiasi luogo senza sbocco sul mare.

Il mega hydrofoil di Kelly Slater Wave Co.

Fondata dal leggendario surfista, la Kelly Slater Wave Company (KSWC) adotta un approccio diverso, privilegiando la tecnologia dell’hydrofoil o plow. Questa tecnica prevede il traino di una grande lamina sommersa lungo il fondo della piscina, che sposta l’acqua e genera un’onda continua che si infrange lungo la batimetria appositamente progettata del bacino.

La lamina, a forma di spazzaneve, è guidata attraverso la piscina da un sistema di cavi. Mentre si muove, spinge l’acqua su entrambi i lati, creando un’onda che si infrange perfettamente lungo il bordo della piscina. In questo modo si creano onde lunghe, bidirezionali e cavalcabili – a destra e a sinistra – che imitano alcuni dei migliori surf break del mondo.

Surf

Via al surf con gli stantuffi a Surf Lakes

L’azienda australiana Surf Lakes adotta una tecnologia a stantuffo per la sua piscina a onde. Il sistema è caratterizzato da un grande stantuffo centrale che sposta l’acqua quando viene lasciato cadere. Il successivo rimbalzo provoca la creazione di cerchi d’onda concentrici, che si infrangono su scogliere e baie strategicamente posizionate intorno alla piscina.

Surf in piscina. L’aspetto unico della tecnologia di Surf Lakes è la capacità di produrre più tipi di onde contemporaneamente. Le onde, distribuendosi e infrangendosi su diverse caratteristiche topografiche, possono creare fino a otto zone di surf diverse, in grado di soddisfare vari livelli di abilità.

Surf

Dumping d’acqua per il Murphy’s Waves

Le Murphy’s Waves in Scozia introducono un concetto nuovo: il water dumping. Questo metodo consiste nell’accumulare un grande volume d’acqua in una camera a un’estremità della piscina, per poi rilasciarla improvvisamente per creare un’onda. Questa tecnica può generare onde che si infrangono, ideali per il bodyboard e il surf. Invece di spingere sull’acqua con l’aria o con una pagaia, la macchina delle onde scarica un enorme volume d’acqua nella parte profonda della piscina.

L’ondata d’acqua arriva fino alla spiaggia e il livello dell’acqua nella piscina si riequilibra. Poiché l’acqua è piuttosto pesante, spinge molto forte per trovare il proprio livello. Se viene immessa altra acqua, le dimensioni e la forza dell’onda aumentano. Una delle caratteristiche notevoli di questa tecnologia è il sistema di onde “Point Break Surf”, in cui l’acqua viene rilasciata in un canale appositamente progettato per generare un’onda peeling che offre una corsa lunga ed emozionante.

Surf

Lamine rotanti per il surf all’Okahina Wave

L’azienda francese Okahina Wave infine adotta un approccio eco-consapevole con il suo sistema di lamine rotanti. In questa configurazione, un atollo galleggiante ospita una lamina centrale che ruota, spostando l’acqua per formare una serie di onde lungo il perimetro. Il design unico del sistema di Okahina Wave lo rende unico. Non solo genera onde, ma l’atollo galleggiante filtra e purifica l’acqua, riduce al minimo il consumo di energia e costituisce un habitat per la vita marina.

 

David Ingiosi

Appassionato di vela e sport acquatici, esperto di diporto nautico, ha una lunga esperienza come redattore, reporter e direttore di testate nazionali e internazionali dove si è occupato di tutte le classi veliche, dalle piccole derive ai trimarani oceanici, compresi tutti i watersports.

No Comments Yet

Leave a Reply

Your email address will not be published.