Lo scorso 29 ottobre l’International Association of Cape Hornes ha pubblicato il registro storico di tutti i navigatori solitari che hanno completato il giro del mondo senza scalo passando per i tre grandi capi, compreso il mitico Capo Horn.

Esistono dei luoghi mitici della navigazione in oceano e tra questi figura certamente Capo Horn, un posto estremo, isolato, che passa tra i Quaranta Ruggenti e i Cinquanta Urlanti a una latitudine di 55°58′48″S – 67°17′21″W in un tratto di mare tra i più difficili al mondo con venti furiosi e alte come montagne. Per queste sue caratteristiche Capo Horn nell’immaginario dei navigatori, soprattutto coloro che si dedicano alle regate in oceano e in particolare al giro del mondo, è una sorta di “Monte Everest” della vela, come a dire l’impresa più dura e pericolosa.

Non a caso da quando Capo Horn ha cominciato a essere navigato, dapprima dai vascelli degli antichi esploratori, poi dai Clipper e via via fino ai moderni skipper oceanici, è diventato un vero e proprio cimitero di navi e marinai, quelli a cui ha detto male, quelli che lo hanno sfidato, quelli che semplicemente non avevano i numeri giusti per affrontare questo totem nefasto della navigazione a vela. Per tutti gli altri che ce l’hanno fatta a scapolarlo invece un distintivo, tanto curioso quanto importante, ossia un orecchino d’oro da portare con orgoglio.

Un archivio di caphorners sempre aggiornato

Certo c’è da dire che dall’alba della navigazione, con la cultura di massa della navigazione da diporto, comprese le tante regate organizzate intorno al mondo, ormai sono in molti i cosiddetti “caphorners”, una comunità di diportisti e skipper professionisti che cresce ogni anno, tanto da giustificare l’esistenza dell’International Association of Cape Hornes (IACH), un’associazione che raccoglie in un apposito registro tutti coloro che hanno doppiato la mitica roccia in navigazione a seguito di un passaggio ininterrotto di almeno 3.000 miglia.

Lo scorso 29 ottobre l’IACH ha pubblicato il registro in questione in cui sono inseriti ufficialmente quei navigatori solitari che hanno completato il giro del mondo alle latitudini australi, suddiviso tra coloro che si sono cimentati in una rotta senza scalo (155) e chi ha invece ha navigato a tappe (143). L’elenco al momento raccoglie un totale di 300 navigatori che possono essere cercati inserendo il nome o il soprannome, l’evento a cui ha preso parte, per esempio il Vendée Globe, il Boc Challenge, l’Around Alone, ma anche inserendo l’anno, il nome della barca, il paese d’origine o infine in base ai tempi di percorrenza della navigazione.

Non solo dati e numeri, ma anche storie e curiosità

Al di là della sua funzione pratica e storica, il registro della IACH è un ottimo strumento di ricerca e permette anche di ottenere storie, aneddoti e dati curiosi per tutti gli appassionati. Quanti sono per esempio i caphorniers italiani? Nel registro ce ne sono 5: Ambrogio Fogar, Giovanni Soldini, Simone Bianchetti, Pasquale De Gregorio e Alessandro di Benedetto. Se poi si vuole sapere quale paese detiene il maggior numero di solitari giramondo, si scoprirà che è la Francia, seguita al secondo posto dall’Inghilterra e al terzo dagli Stati Uniti. Può essere utile poi sapere che il più veloce giramondo senza scalo è stato Francis Gabart, navigatore francese che vinse l’edizione 2017 del Vendee Globe impiegando 42 giorni, 16 ore e 40 minuti.

C’è da sottolineare come ad ogni dato registrato sulle pagine web dell’archivio corrisponda anche un link di approfondimento. Info: http://covarimail.com/IACH/solo_nonstop_resp.lasso.

Giramondo improvvisati naufragano dopo due giorni dalla partenza

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David Ingiosi

Appassionato di vela e sport acquatici, esperto di diporto nautico, ha una lunga esperienza come redattore e reporter per testate nazionali e internazionali dove si è occupato di tutte le classi veliche, dalle piccole derive ai trimarani oceanici

1 Comment
  1. Occhio che Gabart non vinse la Vendee Globe nel 2017 ma mise il record su un trimarano ….
    Anche perchè il record del Vendee Globe se non erro è poco sopra i 70 giorni.

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