Centro velico e centro di deriva: definizioni e come calcolarli

Centro velico e centro di deriva

Una barca a vela che naviga ben bilanciata a tutte le andature è un vero piacere legato all’equilibrio di due protagonisti invisibili: centro velico e centro di deriva. Un cattivo bilanciamento tra queste due forze non solo aumenta la fatica al timone e rende la navigazione meno piacevole, ma influenza direttamente la sicurezza e le performance della barca. Una barca squilibrata è una barca più lenta, che scarroccia di più e risponde con meno prontezza ai tuoi comandi.

In questa guida completa, ti accompagneremo passo dopo passo alla scoperta di questi concetti cruciali. Imparerai a riconoscerli, a capire come interagiscono e, soprattutto, a usare questa conoscenza per trovare l’assetto perfetto per la tua barca a vela.

Centro Velico e Centro di Deriva

Prima di addentrarci nella loro relazione e nel loro calcolo, è fondamentale capire cosa sono esattamente questi due “centri” e quali forze rappresentano. Centro velico e Centro di Deriva sono due punti fisici che determinano l’equilibrio del nostro scafo. Comprendere il loro ruolo è il primo passo per diventare un velista più consapevole e un armatore più preparato.

Cos’è un Centro Velico (CV)

Il Centro Velico (CV) è il punto teorico di applicazione di tutte le forze che il vento esercita sulle vele. In termini più semplici, è il baricentro geometrico dell’intera superficie velica esposta al vento in un dato momento. Non è un punto fisico fisso, ma una posizione dinamica che cambia continuamente. La sua posizione varia, infatti, in funzione della regolazione delle vele, della loro superficie oltre che dall’inclinazione dell’albero. Quindi ogni volta che riduci le vele, per esempio prendendo una mano di terzaroli oppure lascando o cazzando una vela, il centro velico della tua barca a vela si sposterà.

Il Centro di Deriva (CD): definizione

Il Centro di Deriva (CD) è la risultante delle forze che agiscono come una spinta laterale sull’opera viva. È il punto focale della resistenza che la barca oppone allo spostamento laterale (lo scarroccio) causato dalla spinta del vento. Mentre il centro velico è il punto in cui la barca viene spinta, il centro di deriva è il perno attorno al quale questa spinta la fa muovere. La posizione del Centro di Deriva cambia in base allo spostamento dei pesi a bordo e del conseguente sbandamento. Nel caso la tua barca presenti la deriva mobile, il CD varierà anche dal sollevamento della deriva stessa. Quindi cambiando l’assetto o la quantità dei pesi a bordo questo punto fisico si sposterà.

Leggi anche:
– Regolare le vele come i migliori skipper di Coppa America
– Vele da regata e da crociera: quali le differenze?

 

L’equilibrio tra i centri di forza della barca a vela

L’assetto della tua barca è determinato interamente dalla posizione reciproca di questi due punti. È il dialogo costante tra la spinta (CV) e la resistenza (CD) che genera tre comportamenti fondamentali della barca: l’equilibrio neutro, la tendenza orziera e quella poggera. Le vele a segno e il corretto equilibrio rendono efficaci e sicure le manovre e così come la tua navigazione a vela.

Barca equilibrata (Neutra)

Si verifica quando il Centro Velico (CV) e Centro di Deriva (CD) sono in asse, cioè sulla stessa verticale. L’effetto pratico è una barca che naviga dritta con una minima e piacevole pressione sul timone. Con mare piatto e vento regolare, se lasci la ruota o la barra, la barca navigherà dritta come se la stessi portando: oltre alla soddisfazione, un vero e proprio piacere! Questa è la configurazione di massima efficienza idrodinamica, ma non di massima sicurezza come vedremo nel prossimo paragrafo.

Barca orziera

Una barca è orziera quando il Centro Velico (CV) si trova più a poppa rispetto al Centro di Deriva (CD). La randa produce un effetto orziero: con il timone al centro, la nostra barca tenderà ad andare all’orza. Le cause più comuni sono una randa troppo potente rispetto al fiocco (troppo cazzata o non ridotta con i terzaroli), un fiocco troppo piccolo o parzialmente rollato, o un eccessivo sbandamento che sposta il centro velico sottovento. Una barca leggermente orziera è l’ideale per la sicurezza perché in caso di emergenza la barca si “mette alla cappa” da sola.

Per correggere una barca orziera, devi spostare il centro velico verso prua:

  • riducendo la superficie della randa o depotenziandola: prendi una mano di terzaroli o smagrisci la vela lascando un po’ la scotta e tesando il paterazzo.
  • spostando i pesi sopravento per avvicinare il centro di deriva al centro velico.

Barca Poggera

Una barca è poggera quando il Centro Velico (CV) si trova più a prua rispetto al Centro di Deriva (CD). Predomina l’effetto del fiocco e quindi se lasci il timone, tenderà alla poggia. È una condizione pericolosa, perché in caso di una raffica improvvisa la barca potrebbe poggiare violentemente fino a rischiare una strambata involontaria. Le cause comuni sono un fiocco o un genoa troppo grandi rispetto a una randa magari già ridotta, o un albero eccessivamente inclinato in avanti.

Per correggere una barca poggera, l’obiettivo è spostare il centro velico verso poppa e le azioni da intraprendere sono:

  • rolla parzialmente il genoa o passa a un fiocco di dimensioni inferiori.
  • se il fiocco è troppo tesato (o ‘chiuso’), si rischia di generare un ‘rifiuto’ sull’inferitura della randa; è quindi consigliabile lascare progressivamente la sua scotta fino a correggere il problema

 

Come si calcola il Centro Velico

Per fare il calcolo del centro velico, è necessario un disegno del piano velico della tua barca. Per le vele triangolari, come la maggior parte delle rande e dei fiocchi, il procedimento è semplice:

1-Per entrambe le vele traccia le mediane, ovvero le linee che collegano ogni vertice al punto medio del lato opposto, per determinare il baricentro di ognuna.

2- Unisci i baricentri con un segmento (A’ B’) e riportalo graficamente.

3- Calcola la superficie di ogni vela e trasforma questo valore in due vettori che chiamerai sA e sB che partono dagli estremi del segmento A’ B’. Ad esempio, se la tua sA è 85mq e la sB è 80 mq le riporterai ortogonalmente nel tuo disegno 8,5 e 8 (millimetri o centimetri, l’importante sarà rispettare le proporzioni) in direzioni opposte.

4- Unisci gli estremi dei due vettori appena disegnati: il punto in cui interseca il segmento A’ B’ è il tuo centro velico.

centro Velico e CEntro di Deriva della Barca

Calcolo del Centro di Deriva

Anche per il calcolo del centro di deriva si usa un approccio simile. Procurati un disegno del piano di deriva della barca, cioè il profilo della sua opera viva. La figura andrà scomposta in forme geometriche semplici, come rettangoli e triangoli (per esempio, la chiglia può essere vista come un trapezio, a sua volta scomponibile). Trovando il baricentro di ogni singola forma, si può arrivare a una stima molto accurata del centro di deriva complessivo. In prima approssimazione, per una valutazione rapida, si può considerare che il CD si trovi molto vicino al centro geometrico della sola chiglia (o della deriva mobile), poiché essa rappresenta la porzione più grande e influente del piano di resistenza laterale.

Centro velico e centro di deriva: due forze fondamentali

Comprendere il centro velico e il centro di deriva trasforma il modo in cui vivi la tua barca. Non è un puro esercizio teorico, ma la chiave per accedere ad una navigazione più sicura, performante e infinitamente più piacevole. L’equilibrio perfetto è un obiettivo dinamico, che cambia con le onde e con il vento, un gioco continuo tra le forze della natura e le tue decisioni. Ora che sai come bilanciare la tua barca, assicurati di avere l’attrezzatura giusta per farlo al meglio. Scopri la nostra selezione di scotte e drizze e stopper e bozzelli su Magellanostore.it per una regolazione sempre precisa e affidabile.

MagellanoStore

La nautica con passione!

No Comments Yet

Leave a Reply

Your email address will not be published.