Spesso i diportisti sottovalutano l’importanza della catena dell’ancora nonostante sia uno degli elementi più importanti a bordo, dato che non solo tiene fissata la barca al fondale ma ne ammortizza i movimenti e gli strappi durante le soste in mare. La catena ancora è quindi un componente essenziale della nostra linea di ancoraggio che deve garantire alta resistenza ai carichi e mantenersi perfettamente efficiente nel tempo.
La sicurezza di un ancoraggio è determinata in parte dall’abilità dello skipper ma è la qualità di ogni componente della linea ancora a fare la differenza, soprattutto quando le condizioni meteo-marine si fanno impegnative. Se è vero che l’ancora è l’accessorio a cui l’armatore dedica più attenzioni, la catena dell’ancora dovrebbe essere oggetto di un altrettanto attenta e ponderata valutazione.
Vediamo in questa guida come scegliere la catena dell’ancora, quali sono le qualità principali di una buona catena, le varie tipologie offerte dal mercato, i materiali con cui sono realizzate e le caratteristiche su cui concentraci al momento dell’acquisto per acquistare la linea di ancoraggio più adatta alle nostre esigenze.
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Quanti tipi di catene per ancora ci sono?
Secondo la classificazione del Registro Italiano Navale (RINa) le catene possono essere distinte in tre principali tipologie: quelle con traversino normale, quelle con traversino ad alta resistenza e infine quelle senza traversino, che sono le catene nautiche più comuni e diffuse nell’ambito del diporto.
Le catene dotate di traversino sono le più resistenti. Il traversino non è altro che una piccola barra trasversale saldata a metà dell’anello della catena che oltre a rafforzarla serve ad evitare che le maglie si possano contorcere e imbrogliare quando la catena scorre nel pozzetto dell’ancora. Dato il loro costo elevato tuttavia, nel diporto la sua diffusione è davvero limitata.
Sono due invece i modelli di catena senza traversino più diffusi, la genovese e la calibrata:
La catena genovese, come suggerisce il nome stesso, è stata inventata dai marinai genovesi per massimizzare leggerezza e resistenza ma soprattutto per potervi collegare facilmente anche altre catene, maniglie o cavi. Da questa esigenza nacque una catena che ha il suo punto di forza nell’ampiezza degli anelli. È ideale per esempio per l’utilizzo nei porti, come catena d’ormeggio o per le catenarie da corpo morto o ancora nei collegamenti con i maniglioni, con le girelle, gli attacchi delle boe e dei pontili.
La catena calibrata invece è una catena a maglia corta e presenta rigorosi rapporti di dimensione, soprattutto tra passo e diametro delle maglie, per fare sì che possa accoppiarsi perfettamente ai barbotin dei salpa ancora. Estremamente resistente e relativamente “compatta”, la catena calibrata è l’unica appunto che possa essere usata con i moderni verricelli per l’ancora.
Scegliere una catena di qualità
Le maglie della catena sono realizzate in varie leghe di acciaio galvanizzato oppure in acciaio inox, un metallo apprezzabile esteticamente, resistente e che non presenta problemi di ruggine. La qualità però si paga e infatti le catene in acciaio hanno un costo elevato che è di circa 8-10 volte superiore a quello delle catene tradizionali. Importante è la qualità costruttiva che deve essere eccellente, altrimenti le maglie possono andare incontro a fenomeni di cristallizzazione e se sottoposte a forti carichi possono deformarsi o perfino cedere. I punti più deboli e soggetti a maggiore corrosione sono i punti di saldatura, soprattutto se la loro lavorazione non è effettuata a regola d’arte.
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Materiale della catena: quale è il migliore?
Se ti stai chiedendo quale catena utilizzare a bordo della tua barca, la risposta innanzitutto è che sia una catena di tipo marino cioè realizzata con materiali capaci di resistere all’azione corrosiva del salino. Gli unici materiali che garantiscono queste proprietà sono l’acciaio inox Aisi 316 oppure il più economico ma esteticamente meno gradevole acciaio zincato a caldo. In quest’ultima versione la catena viene immersa in un bagno di zinco fuso, materiale di rivestimento che avrà il compito di proteggere il metallo dall’aggressione degli agenti atmosferici.
La scelta tra i due materiali è personale dato che ciascuna soluzione ha pro e contro. La catena zincata è certamente la più diffusa sulle barche medio piccole dato l’alto rapporto qualità prezzo, mentre la catena in acciaio inox è la soluzione preferita da chi vuole assicurarsi la migliore tenuta e un aspetto estetico decisamente più accattivante. La qualità però si paga, infatti le catene in acciaio inossidabile hanno un costo che è di circa 3-5 volte superiore a quello delle catene tradizionali. Inoltre la catena in acciaio zincato è più elastica di quella inox, quindi è meno soggetta a rotture improvvise ed offre una migliore capacità ammortizzatrice.
Per la scelta della catena dell’ancora, oltre alla “bontà” del metallo utilizzato, la qualità costruttiva deve essere eccellente altrimenti le maglie possono andare incontro a fenomeni di cristallizzazione e se sottoposte a forti carichi possono anche cedere. I punti più deboli e soggetti a maggiore corrosione sono i punti di saldatura, soprattutto se la loro lavorazione non è effettuata a regola d’arte.
Ricordiamo quindi che è la qualità globale del prodotto a fare la differenza. Una catena inox di scarsa qualità potrebbe avere prestazioni addirittura inferiori a quelle di una buona catena di ancoraggio zincata.
Grado della catena: che cos’è
La qualità del materiale della catena calibrata per ancore viene definita con una sigla che esprime il suo Grado di resistenza alla trazione ad esempio G30, G40 o G70. Questa nomenclatura definisce il carico di rottura del materiale espresso in Newton per mm2. A numero crescente corrisponde una maggiore resistenza della catena (a parità di diametro).
Nel diporto le catene per l’ancora più diffuse sono di Grado 30 (G30) e Grado 40 (G40). Una catena G30 ha un carico di rottura pari a 3.000 N/mm2 che sale a 4.000 N/mm2 per una G40. E’ facile intuire quindi che una catena dell’ancora da 8mm. G40 sarà più resistente di una pari diametro con qualità G30.
Questo implica che in specifici casi, potremmo optare per una catena di diametro più piccolo ma di grado superiore che offrirà un carico di rottura adeguato in corrispondenza di un peso inferiore. Il peso appunto è un altro importante fattore da valutare attentamente nella scelta di una catena per ancora.
Catena dell’ancora: diametro e peso
Due elementi correlati da valutare attentamente nella scelta della catena dell’ ancora sono il diametro e il peso, entrambi fondamentali per assicurarci che la catena adempia al suo compito di ammortizzare i movimenti e gli eventuali strappi della barca oltre che tenerci ben saldi all’ancora.
Il giusto dimensionamento della catena si calcola in base alla superficie del piano trasversale della carena, opera viva e opera morta della barca, e dalle sue strutture superiori esposte all’azione del vento. I registri di classificazione navale per calcolare il peso dell’ancora, la dimensione delle catene e dei cavi di ormeggio, utilizzano il cosiddetto modulo di armamento EN, una formula matematica abbastanza complessa. Ma esistono tabelle sintetiche ed ugualmente attendibili che possono aiutare l’armatore nella scelta della catena.
Il peso della catena che imbarchiamo è un fattore importante che può incidere sulla sua scelta. Considerando che 50 metri di catena calibrata da 8 millimetri pesano circa 70 Kg., ai quali bisogna aggiungere i circa 25 Kg. del verricello e altri 10 Kg. o più di ancora, possiamo facilmente capire quanto questo carico a prua possa influire sull’assetto della barca. E’ quindi utile cercare di trovare il giusto compromesso tra diametro e lunghezza della catena assicurandoci che la nostra linea di ancoraggio sia efficiente in ogni condizione meteo ma senza caricare la barca di peso eccessivo.
Spesso i diportisti erroneamente scelgono il diametro della catena in base alla lunghezza della barca, quando in realtà non è la lunghezza dello scafo il fattore più importante da tenere in considerazione ma il peso stesso della barca. Maggiore è il dislocamento, maggiore dovrà essere il diametro della catena, questo perché con un maggior diametro aumentano i carichi di rottura.
A parità di lunghezza della catena, un diametro maggiore comporterà anche un aumento di peso ma questo, se la scelta è fatta correttamente, può rappresentare un ulteriore vantaggio; ad un aumento del peso della catena corrisponde infatti una maggiore capacità di ammortizzare gli strappi che la barca, e dunque la catena dell’ancora, inevitabilmente subiscono, fornendo maggiore sicurezza e miglior comfort a bordo.
Un cabinato “leggero” di 12 metri quindi potrà avere a bordo una catena da 8 mm., mentre una barca della stessa lunghezza, ma con un dislocamento più importante dovrà essere dotata di una catena di diametro superiore.
Lunghezza della catena ancora: quanti metri servono?
Per un buon ancoraggio la lunghezza della catena dell’ancora dovrebbe essere almeno 3 volte l’altezza del fondale. Se le condizioni meteorologiche sono più impegnative si consiglia di filare una lunghezza di catena pari a 5 volte la profondità del fondale.
Questa indicazione segue la logica che una maggiore lunghezza della catena lascia più peso in acqua e riduce l’angolo di trazione sull’ancora che in questo modo lavorerà in maniera più efficiente. Più filiamo catena quindi più sicuro e confortevole sarà il nostro ancoraggio. Ma come si misura la lunghezza della catena calata, ovvero come facciamo a calcolare quanta catena abbiamo filato?
Segnare la catena
Per chi non dispone di un contacatena digitale abbinato al salpa ancora, un metodo molto efficace è quello che prevede la marcatura degli anelli. La catena può essere infatti marcata in maniera tale da poterne calcolare facilmente la lunghezza filata. Generalmente il riferimento viene messo ogni 5 metri: verniciarne un tratto di 60-70 cm con una pittura è il modo più semplice ma non è molto preciso e ha una durata limitata.
L’alternativa più intelligente è applicare alle maglie della catena appositi ed economici segnacatena, inserti di plastica colorata che si incastrano tra gli anelli della catena senza ostacolarne il passaggio nei verricelli
Come collegare la catena all’ancora correttamente
Da non trascurare poi l’importanza di eventuali collegamenti, snodi o giunzioni. Fissare la catena all’ancora correttamente è di vitale importanza per la linea di ancoraggio. Dato che per definizione una catena è resistente quanto il suo anello più debole occorre prestare particolare attenzione nella scelta e di giunti snodati o girelle che devono avere carichi di rottura almeno pari o superiori a quelli delle maglie.
Molta cautela occorre nell’utilizzo di false maglie per giuntare spezzoni di catena. Sulle navi si usano apposite maglie con un traversino più corto per poter avere uno spessore maggiore nella zona critica di collegamento. Nel diporto invece spesso si utilizzano false maglie, anelli di catena apribili, formati da due pezzi uniti con diversi sistemi di cui è difficile valutare la tenuta. Se possibile sarebbe meglio evitare giunzioni alle maglie ma se proprio dobbiamo consigliamo di utilizzare false maglie robuste con numerosi punti di chiusura.
Controlli e manutenzione della catena
Concludiamo questa guida su come scegliere la catena dell’ancora per la nostra barca con qualche consiglio per tenerla sempre sana ed efficiente. La catena di ancoraggio ha bisogno di verifiche e di essere lavata con acqua dolce, per eliminare la salsedine, ogni volta che si utilizza e soprattutto prima di mettere a riposo la barca.
È bene quindi procedere annualmente a un suo attento controllo, sbarcandola e abbisciandola per verificare che le maglie non siano deformate o consumate, soprattutto nei punti di contatto e che non ci siano cricche o crepe da usura. La parte più soggetta a usura di solito è quella in prossimità dell’ancora. È bene sapere che in una maglia della catena la massima perdita di materiale ammissibile è del 10 per cento, ma per dormire sonni tranquilli in rada è meglio provvedere alle sostituzioni alle prime avvisaglie di usura.
Sulle catene di ancoraggio zincate, se riscontriamo punti di ruggine superficiali è sufficiente rimuoverli con l’aiuto di prodotto disossidante tipo CRC-6-66 ed eventualmente proteggere nuovamente la superficie con dello zinco a freddo spray. Se la corrosione invece fosse più profonda sconsigliamo assolutamente di avventurarci in operazioni di ripristino di qualsiasi tipo e procedere alla sostituzione della catena.
Speriamo che questa guida abbia risposto ad ogni domanda riguardante le caratteristiche delle catene marine e come queste influiscono sulla capacità di realizzare una perfetta linea di ancoraggio. Se ti occorrono ulteriori informazioni contatta il servizio assistenza di MagellanoStore.it che ti orienterà nella scelta della migliore catena di ancoraggio per la tua barca.




Catene per Ancora e Accessori
Ho letto il suo articolo mi chiedevo come va “ancorata” alla barca qual’e’ il modo di fissare la catena alla barca attraverso una cima e gassa d’amante alla bitta? Fulvio