Burrasca di fine estate in arrivo: ecco come navigare in sicurezza

Una forte perturbazione è in arrivo sull’Italia, portando con sé la “Burrasca di Fine Estate”. Ecco allora oltre ai dettagli tecnici del fenomeno meteo alcuni consigli pratici ai diportisti su come proteggere la propria imbarcazione e l’equipaggio.

 Coloro che scelgono di trascorre l’estate in mare stanno per affrontare una prova non da poco. La cosiddetta “Burrasca di Fine Estate” è alle porte e, come marinai responsabili, dobbiamo prepararci ad affrontare le condizioni meteo avverse che si profilano all’orizzonte. Secondo i meteorologi nella seconda metà di agosto una vasta depressione in formazione sul Nord Europa guiderà correnti fresche e instabili verso il Mediterraneo dando il via ad una insidiosa fase di maltempo.

Ci sono anche le date. Occhi puntati dal 20 al 21 agosto, quando l’arrivo improvviso di queste correnti instabili sui nostri mari potrebbe dare origine a un pericoloso ciclone mediterraneo. La nuova svolta atmosferica, configurabile come la classica burrasca di fine estate, sarà caratterizzata dallo scontro tra masse d’aria di natura opposta: da una parte l’aria fredda in discesa dal Nord Europa, dall’altra quella calda in risalita dal Nord Africa. Questo contrasto termico accresce notevolmente il rischio di fenomeni meteo estremi come nubifragi, grandinate e forti raffiche di vento: insomma un potenziale ondata di maltempo su molte delle nostre regioni. Il peggioramento sarà accompagnato da violente raffiche di vento fino ad oltre 100 km/h. Ma non ci saranno solo precipitazioni, aspettiamoci anche un vero e proprio crollo delle temperature. Ecco allora una serie di consigli per gestire questo tipo di fenomeni metereologici.

Burrasca

Il meteo: amico o nemico?

Il mare non perdona le leggerezze e il meteo ne è il giudice supremo. Prima di mollare gli ormeggi, è essenziale consultare le previsioni meteo aggiornate. App specializzate per la nautica, bollettini costieri trasmessi via Vhf siti web di meteorologia marina: questi strumenti sono la nostra ancora di salvezza. Prestiamo attenzione agli avvisi di burrasca, ai bollettini di allerta e alle zone più a rischio. Ricordiamoci sempre: la prudenza è il miglior equipaggiamento a bordo.

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Ridossarsi o entrare in porto

Quando il peggioramento è imminente, la domanda che assilla ogni diportista è una sola: trovare un ridosso naturale o entrare in un porto ben attrezzato? La risposta dipende da una serie di fattori, tra cui l’intensità prevista del maltempo, le caratteristiche della nostra imbarcazione e la nostra esperienza in navigazione.

Se il meteo concede una tregua (venti non troppo violenti e mare non troppo formato), un ridosso ben scelto può offrire una protezione temporanea. Cerchiamo una baia ben riparata dai venti dominanti previsti, magari con fondali sabbiosi o fangosi, ideali per un ancoraggio sicuro. Assicuriamoci di avere sufficiente catena per l’ancora, almeno cinque volte la profondità del fondale, e controlliamo periodicamente la posizione della barca, per evitare spiacevoli sorprese. Evitiamo accuratamente i ridossi esposti a mare aperto o con fondali rocciosi, che potrebbero danneggiare la nostra imbarcazione.

In alternativa, soprattutto in caso di burrasca annunciata, la soluzione più sicura è senza dubbio quella di entrare in un porto o in una marina attrezzata. Contattiamo in anticipo la capitaneria di porto o la direzione della marina per assicurarci di trovare un posto barca disponibile. Scegliamo porti ben protetti, con moli robusti e servizi di ormeggio affidabili. Verifichiamo la presenza di assistenza in caso di emergenza, non si sa mai.

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Checklist pre-burrasca: prepararsi al peggio

Che scegliamo il ridosso o il porto, ci sono una serie di operazioni che non possiamo assolutamente trascurare. Iniziamo ad assicurare la barca. Rimuoviamo tutto ciò che può volare via con il vento, come tendalini, cuscini, attrezzature varie. Chiudiamo con cura oblò e finestrini, per evitare infiltrazioni d’acqua. Rinforziamo gli ormeggi con cime supplementari, utilizzando spring e traversini per distribuire lo sforzo. Proteggiamo le cime dall’abrasione con manicotti o strozzascotte, per evitare che si rompano sotto sforzo.

Controlliamo l’ancora, che sia ben salda al fondale e che la catena sia libera da impedimenti. Se necessario, caliamo una seconda ancora per maggiore sicurezza, soprattutto se siamo in una zona esposta al vento. Verifichiamo il corretto funzionamento delle pompe di sentina e assicuriamoci che le batterie siano cariche, per far fronte a eventuali infiltrazioni d’acqua. Chiudiamo tutte le valvole a mare non necessarie, per evitare allagamenti in caso di avaria.

Attrezzatura ed equipaggio al sicuro

Non dimentichiamo l’equipaggio. Assicuriamoci che tutti indossino giubbotti di salvataggio e abbiano a disposizione indumenti impermeabili. Facciamo un breve briefing sulla sicurezza, spiegando a ciascuno il proprio ruolo in caso di emergenza.

Controlliamo l’attrezzatura di emergenza: la radio VHF, il Gps, il telefono satellitare e l’Epirb devono essere perfettamente funzionanti. Assicuriamoci che le luci di navigazione siano in ordine. Prepariamo un kit di pronto soccorso e razioni di emergenza, non si sa mai cosa può succedere.

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Navigazione con vento forte e mare formato

Se veniamo sorpresi dal maltempo durante la navigazione, è fondamentale mantenere la calma e agire con prontezza. Riduciamo immediatamente la superficie velica, ammainando la randa e utilizzando solo il fiocco ridotto. Se il vento è troppo forte, rolliamo completamente il fiocco. Cerchiamo di evitare la bolina stretta, che è particolarmente rischiosa con vento forte. Navighiamo a un’andatura più larga, come il traverso o il lasco, per ridurre lo sbandamento della barca.

Affrontiamo le onde in modo obliquo, non direttamente di prua o di poppa. Regoliamo la velocità per evitare di “piantare” la prua nell’onda successiva o di essere “inforcati” da un’onda più grossa. Con mare formato, l’autopilota potrebbe avere difficoltà a mantenere la rotta. In questo caso, è meglio timonare manualmente, per avere un controllo maggiore sulla barca.

Ricordiamoci sempre: la sicurezza è la priorità assoluta. Non esitiamo a chiedere aiuto se ci troviamo in difficoltà. La Guardia Costiera è sempre a disposizione per assistere i naviganti in pericolo. Con una buona pianificazione, un pizzico di prudenza e un po’ di esperienza, possiamo affrontare anche la “Burrasca di Fine Estate” e continuare a vivere la nostra passione per il mare in tutta sicurezza.

David Ingiosi

Giornalista professionista, appassionato di vela e sport acquatici, esperto di diporto nautico, ha una lunga esperienza come redattore, reporter e direttore di testate nazionali e internazionali dove si è occupato di tutte le classi veliche, dalle piccole derive ai trimarani oceanici, compresi tutti i watersports.

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