Cos’è il bompresso e a cosa serve

Cos’è il bompresso e a cosa serve

Il bompresso è un termine nautico che evoca immagini di grandi velieri, ma che oggi è più attuale che mai sulle moderne imbarcazioni. Questo articolo è una guida completa pensata per fare chiarezza: ti spiegheremo cos’è un bompresso, a cosa serve e quali elementi considerare se volessi installarlo sulla tua barca a vela.

Le barche a vela di oggi, soprattutto quelle da crociera e i performance-cruiser, sono caratterizzate da un design con prue quasi verticali e dall’assenza di grandi genoa sovrapposti. Questa evoluzione, se da un lato ha portato numerosi vantaggi, ha creato la necessità di trovare un punto di mura più avanzato per poter armare in modo efficiente le vele da andature portanti, come il Gennaker o il Code 0. Ed è proprio qui che entra in gioco il bompresso.

Cos’è il bompresso?

In termini semplici, il bompresso è un’asta o un tubo che sporge orizzontalmente dalla prua di un’imbarcazione. Sebbene non sia un concetto nuovo nel mondo nautico, la sua funzione e la sua forma si sono trasformate radicalmente nel tempo, così come i suoi componenti.

La storia del bompresso affonda le sue radici nei secoli d’oro della navigazione a vela. Sui grandi velieri e sui clipper, il bompresso nave era un vero e proprio albero, quasi orizzontale, di dimensioni imponenti, che si protendeva dalla prua. Spesso era composto da più parti che si estendevano l’una dall’altra, come il bompresso vero e proprio, l’asta di fiocco e l’asta di controfiocco. Proprio sotto questo complesso albero di prua trovava posto una delle figure più romantiche e iconiche della marineria: la polena. Queste statue poste sotto il bompresso, spesso figure femminili o creature mitologiche scolpite nel legno, non avevano solo una funzione decorativa; erano considerate l’anima della nave, un portafortuna per placare gli dei del mare e un simbolo per rendere la nave riconoscibile da lontano.

La struttura di un bompresso storico era complessa. Per resistere alle enormi forze esercitate dalle vele, era tenuto in posizione da un robusto sartiame. La cima o catena che lo teneva saldo verso il basso, contrastando la tensione dello strallo, era chiamata briglia. I cavi laterali che ne impedivano il movimento orizzontale erano i venti. Sotto il bompresso, era comune trovare una rete, a volte chiamata biscaglina, che fungeva da piattaforma di lavoro e di sicurezza per i marinai che dovevano salire fin lassù per armare o ammainare i fiocchi. Per dare alla briglia un angolo più efficace e quindi una maggiore tenuta, veniva utilizzato un puntone verticale chiamato buttafuori di briglia o, più poeticamente, delfino.

Con l’avvento della vela da diporto moderna, questa complessa struttura si è semplificata enormemente. Il bompresso moderno è un elemento molto più leggero, snello e specializzato. Il suo scopo principale è quello di ottimizzare l’uso delle vele asimmetriche. Il termine delfiniera, che un tempo poteva indicare la zona del “delfino”, oggi si è evoluto per descrivere una moderna piattaforma, spesso in vetroresina o acciaio, installata a prua. Questa piattaforma può integrare il bompresso stesso, il musone dell’ancora e fungere da comoda superficie calpestabile, diventando di fatto l’erede funzionale dell’antica rete di lavoro.

Leggi anche: 
– La vela vi stressa? Ecco 6 consigli per semplificare la navigazione
– Vele di prua: curiose, innovative, straordinariamente efficaci
– Come issare lo spinnaker: tecnica, astuzie e consigli

A cosa serve il bompresso

Capire a cosa serve un bompresso oggi significa comprendere i vantaggi fondamentali che apporta a una barca a vela moderna. La sua funzione principale è quella di creare un punto di mura avanzato. In pratica, permette di fissare l’angolo anteriore (la mura) di una vela, come un gennaker, in una posizione più avanzata rispetto alla prua fisica della barca. Questo semplice spostamento in avanti innesca una serie di benefici a catena. Il primo e più importante vantaggio è la possibilità di aumentare la superficie velica, montando una vela più grande e che può usufruire di un vento non disturbato.

Quando navighiamo alle andature portanti (dal traverso alla poppa piena), la randa crea una “zona d’ombra” aerodinamica, un flusso d’aria disturbato che si estende sottovento alla prua. Se armassimo un gennaker direttamente sul musone dell’ancora o sulla tuga, questo finirebbe per lavorare in parte in questa zona di turbolenza, perdendo gran parte della sua efficacia. Allontanando il punto di mura grazie al bompresso, il gennaker o il Code 0 si gonfiano in un flusso d’aria laminare e pulito, non disturbato dalle altre vele. Il risultato è una vela più stabile, più grande e potente.

Una delle conseguenze più evidenti è il miglioramento delle prestazioni con vento leggero. La possibilità di montare una vela più grande si traduce in un aumento tangibile della velocità della barca con venti leggeri o medi, condizioni tipiche della crociera estiva nel Mediterraneo. Con un bompresso e un buon gennaker, è possibile spegnere il motore e godersi il piacere della navigazione a vela, rendendo la barca non solo più veloce, ma anche più divertente e reattiva. Inoltre, l’uso di moderni sistemi di avvolgimento “top-down”, che lavorano in sinergia con il bompresso, ha reso la gestione di queste grandi vele colorate incredibilmente facile e sicura, anche per un equipaggio ridotto.

Bompresso su barca a vela da crociera

Le tipologie di bompresso per barca a vela: fisso, rimovibile o integrato?

Non esiste una soluzione unica quando si parla di bompressi: esistono infatti i modelli fissi, rimovibili e quelli integrati nella delfiniera. Vediamo nel dettaglio caratteristiche e vantaggi:

1- Bompresso fisso o strutturale

È spesso integrato direttamente nello scafo o in una delfiniera, una piccola piattaforma a prua. È comune sulle barche a vela di nuova generazione, specialmente sui modelli “performance-cruiser”, dove viene previsto già in fase di progettazione. Il vantaggio principale è la massima robustezza e un’estetica pulita e integrata. Lo svantaggio è che aumenta la lunghezza fuori tutto dell’imbarcazione, un fattore che può incidere sui costi di ormeggio in alcuni porti.

2- Bompresso rimovibile

La soluzione più versatile e diffusa come accessorio da installare in un secondo momento. Questo sistema prevede l’installazione del bompresso sulla prua e sulla coperta con accessori diversi a seconda del modello. Quando non è in uso, può essere sfilato e stivato a bordo, oppure retratto verso poppa. Questo evita l’aumento della lunghezza in porto e libera completamente l’area di prua, rendendo più agevoli le operazioni di ancoraggio.

3- La delfiniera con bompresso integrato

Si tratta di una piattaforma in vetroresina o acciaio che si installa a prua e che combina più funzioni: offre un solido punto di attacco per le vele asimmetriche, spesso integra un musone per l’ancora migliorato e funge da comodo gradino per salire e scendere dalla banchina quando si è ormeggiati di prua.

Bompresso: i materiali

Anche se all’apparenza sembra un’attrezzatura nautica molto semplice, la solidità strutturale del bompresso è decisiva. Il bompresso è soggetto a carichi elevati e pertanto per essere affidabile deve rispettare regole strutturali precise. Gli attacchi devono pertanto essere molto robusti e possedere una lunghezza di incastro non inferiore al 40% di quella totale. La scelta del materiale è un altro bivio cruciale che impatta su peso, prestazioni e costo. I materiali più comuni per i bompressi moderni sono l’alluminio, l’acciaio inox e la fibra di carbonio.

Il bompresso in alluminio rappresenta senza dubbio la scelta più popolare e con il miglior rapporto qualità/prezzo. L’alluminio anodizzato è leggero, resistente alla corrosione marina e offre la robustezza necessaria per la maggior parte delle applicazioni crocieristiche. È la soluzione ideale per il velista pratico che cerca un prodotto affidabile e duraturo senza investire una fortuna.

L’acciaio inox viene utilizzato principalmente per la costruzione di delfiniere o bompressi custom, dove è richiesta una grande solidità e una finitura classica che si sposi bene con l’estetica della barca. È più pesante dell’alluminio, ma offre una resistenza meccanica eccezionale.

Il bompresso in carbonio è invece il non plus ultra per chi cerca le massime prestazioni. La fibra di carbonio è incredibilmente leggera e rigida. Un bompresso in carbonio può pesare meno della metà di un modello equivalente in alluminio. Questa leggerezza, posizionata all’estrema prua, riduce significativamente il beccheggio della barca, migliorandone il passaggio sull’onda e la reattività. È la scelta d’elezione per i regatanti e per gli armatori di barche performanti che non vogliono accettare compromessi e per cui anche l’estetica high-tech gioca un ruolo importante.

Bompresso per barca a vela: un’opportunità per migliorare le prestazioni

L’installazione di un bompresso sulla propria barca a vela è uno degli upgrade più efficaci che si possano fare per migliorare l’esperienza di navigazione. Permette di sfruttare al meglio le vele da andature portanti, rendendo la barca più veloce e divertente con venti leggeri, e semplifica enormemente la gestione di gennaker e Code 0. Abbiamo visto cos’è, come si è evoluto dalla sua forma storica e quali sono le sue funzioni cruciali: fornire un punto di mura avanzato, montare vele più grandi e, di conseguenza, migliorare le performance. Potrai scegliere per una soluzione fissa, o una versatile versione removibile in alluminio o un leggerissimo modello in carbonio, ma l’importante è scegliere il prodotto più adatto al proprio stile di navigazione. Un bompresso ben scelto e installato non è solo un pezzo di attrezzatura, ma la chiave per sbloccare il pieno potenziale della tua barca.

MagellanoStore

La nautica con passione!

No Comments Yet

Leave a Reply

Your email address will not be published.