Boma fatale per Eleonora: incidente in barca a vela nelle acque di Lefkada

La scomparsa di una skipper emiliana riaccende i riflettori sui rischi invisibili della navigazione da diporto, ricordandoci come la linea tra una crociera da sogno e il dramma sia spesso sottile come un colpo di vento.

Per chi ama sentire il timone tra le mani e l’odore del sale che si alza dalla scia, il mare rappresenta la massima espressione di libertà. Ma chi naviga lo sa bene: l’imprevisto è sempre in agguato dietro l’angolo di una rotta apparentemente tranquilla.

La comunità dei diportisti italiani è rimasta profondamente scossa dalla notizia della scomparsa di Eleonora Guareschi, cinquantaduenne parmigiana, tradita proprio da quella passione per le barche a vela che illuminava le sue giornate. Una tragedia consumatasi nelle acque cristalline della Grecia, trasformatasi improvvisamente nello scenario di un incubo per i suoi compagni di viaggio.

Leggi anche: Colpo di boma: quando la vela diventa letale

BomaL’ultimo bordo nelle acque di Lefkada

Eleonora non era una semplice passeggera; la sua non era la curiosità passeggera di un turista qualunque. Condivideva con il proprio compagno un amore viscerale per la disciplina velica, suggellato dal conseguimento della patente nautica. Insieme a un’altra coppia di amici, il gruppo aveva pianificato una crociera estiva tra le isole dello Ionio, scegliendo come base logistica la splendida e ventilata Lefkada, meta storicamente prediletta da chi ama spingersi al largo sfruttando i generosi venti termici della zona.

Sabato pomeriggio, mentre lo scafo scivolava sotto vela, il destino ha interrotto bruscamente la navigazione. In una manciata di secondi, sotto gli occhi impotenti dell’equipaggio, la donna ha riportato un gravissimo trauma cranico che si è rivelato fatale.

BomaIl silenzio degli inquirenti e l’ombra del boma

Le autorità elleniche, coadiuvate dai rilievi della Guardia Costiera locale, hanno immediatamente avviato le indagini per ricostruire la dinamica del sinistro, che gli inquirenti hanno già archiviato come una tragica fatalità di bordo. Sebbene i dettagli millimetrici rimangano confinati nei verbali, tra gli appassionati e i professionisti del mare l’ipotesi più accreditata delinea uno scenario purtroppo classico della casistica infortuni in barca. Eleonora potrebbe aver perso l’equilibrio a causa di un rollio improvviso, scivolando sul gelcoat viscido della coperta, oppure – dinamica ancora più temuta da ogni comandante – potrebbe essere stata colpita violentemente alla testa dal boma durante una strambata involontaria o un cambio repentino di mura.

Nel diporto a vela, questa struttura rappresenta uno degli elementi mobili più pesanti e potenzialmente letali: durante le andature portanti, o in caso di abbattute non controllate, l’arco di rotazione del boma può trasformarsi in un pericolo invisibile per chi si trova nel pozzetto senza la dovuta postura di sicurezza.

L’intervento dei soccorsi e il protocollo burocratico

Subito dopo l’impatto, la macchina dei soccorsi marittimi si è attivata con la massima urgenza. Una motovedetta della guardia costiera greca ha intercettato l’imbarcazione da diporto, scortandola a ranghi serrati verso il molo più vicino. Lì, ad attendere la barca, c’era il personale sanitario che purtroppo non ha potuto fare altro che constatare il decesso della cinquantaduenne.

La macchina diplomatica italiana si è messa in moto attraverso l’Ambasciata ad Atene, attivando i canali ufficiali della Farnesina per garantire supporto consolare e psicologico al compagno e agli amici, comprensibilmente devastati dallo shock e trincerati in un doloroso silenzio.

Le procedure di rientro e il nulla osta giudiziario

La magistratura greca, dopo aver raccolto le testimonianze formali dei tre membri superstiti dell’equipaggio, ha escluso qualsiasi responsabilità di terzi o profili di rilevanza penale, disponendo l’immediato dissequestro dello scafo e consentendo ai diportisti di mantenere la libertà di movimento.

Come da prassi internazionale in caso di morti accidentali all’estero, la salma è stata trasferita presso l’istituto di medicina legale di Patrasso per l’esame autoptico, atto dovuto prima del rilascio del passaporto mortuario. Il rientro in Italia del feretro, accompagnato dai compagni di viaggio, è previsto entro la fine della settimana.

 

David Ingiosi

Giornalista professionista, appassionato di vela e sport acquatici, esperto di diporto nautico, ha una lunga esperienza come redattore, reporter e direttore di testate nazionali e internazionali dove si è occupato di tutte le classi veliche, dalle piccole derive ai trimarani oceanici, compresi tutti i watersports.

No Comments Yet

Leave a Reply

Your email address will not be published.