Lo scorso 18 settembre il cutter italiano Best Explorer al comando di Nanni Acquarone è riuscito a completare il celebre Passaggio a Nord Est, rotta marittima polare che unisce l’Europa all’Asia. Un primato che si aggiunge a quello del Passaggio a Nord Ovest, effettuato sempre dallo skipper italiano nel 2012.

Il Passaggio a Nord Est è una rotta mitica e insidiosa che attraversando il Mar glaciale artico permette di collegare l’Europa all’Asia passando a Nord della Russia europea e della Siberia. Per secoli l’uomo ha cercato di aprire questo passaggio. Il primo tentativo di attraversamento risale addirittura al 15mo secolo, ma fu l’esploratore svedese A. E. Nordenskiold a raggiungere il Pacifico nel luglio del 1789. Era partito nel luglio del 1788, ma restò bloccato dai ghiacci nello Stretto di Bering per 10 mesi. Dai primi del 900 ci furono altri numerosi tentativi, finché nel 1932 il rompighiaccio Sibirjakov riuscì a percorrerla.

L’apertura del passaggio alla navigazione internazionale è datata però 1967, grazie alla realizzazione di navi-rompighiaccio a propulsione nucleare.

In barca a vela sulle tracce di Amudsen

Ancora oggi riuscire a percorrere questa navigazione estrema e in particolare con una semplice barca a vela è un’impresa che definire avventurosa è un eufemismo e rimane comunque piena di fascino perché evoca l’epoca delle grandi spedizioni polari e i nomi di esploratori come Caboto, Amudsen, Bering e l’esploratore piemontese Giacomo Bove. Eppure Best Explorer, il cutter di acciaio condotto dallo skipper imperiese Nanni Acquarone e il suo equipaggio, lo scorso 18 settembre ci sono riusciti. Per loro che già ne 2012 avevano percorso il Passaggio a Nord Ovest, la rotta polare che unisce Atlantico e Pacifico, è stato un po’ come chiudere il cerchio.

Il progetto di Best Explorer, scafo di 15 metri a deriva mobile, è cominciato la scorsa estate quando la barca ha fatto base a Osaka, in Giappone, aspettando il momento più idoneo per salpare. Il 19 agosto la navigazione è quindi iniziata ufficialmente con l’equipaggio che ha tagliato il canale tra le due isole Diomede disposte al centro dello Stretto di Bering iniziando così un lungo percorso artico di 3.000 miglia verso Ovest, tra la terra ferma e il pack artico.

Navigando a un passo dal Polo Nord

Uno slalom tra i ghiacci effettuato in 3 tappe nelle quali non sono mancati problemi tecnici e momenti critici dovuti alle severe condizioni climatiche che hanno costretto l’equipaggio a trovare più volte riparo tra le isole. La massima latitudine (77°49′), a circa 1.300 chilometri dal Polo Nord, è stata raggiunta il 7 settembre. L’arrivo nello Stretto di Kaskiye, “traguardo” di questa impervia rotta è avvenuto dopo 30 giorni, il 18 settembre.

Ora il cutter italiano di acciaio è diretto verso l’approdo di Murmansk per lo svolgimento delle pratiche amministrative di uscita dalla Russia. La destinazione finale è invece Tromso, in Norvegia, dove tutto è partito nel 2012 con il proposito di effettuare il passaggio a Nord Ovest. Prima barca italiana a compiere questa impresa, alla quale ora si aggiunge quest’altro primato.

Passaggio libero dai ghiacci per il global warming

A oggi, il Passaggio a Nord est è percorribile solo in estate quando si sciolgono i ghiacci ma secondo gli esperti dal 2030 al 2050 lo sarà durante tutti i mesi dell’anno. Proprio il progressivo scioglimento dei ghiacci dell’Oceano Artico provocato dal riscaldamento globale ha permesso a Best Explorer di effettuare lo storico traguardo che rivela tuttavia invece il precario stato di salute del nostro pianeta.

Il progetto Best Explorer è supportato dall’Assonautica di Imperia e avviene in collaborazione con Enea, Università di Siena e Università della Tuscia, con le quali vengono effettuate ricerche scientifiche per lo studio del plancton e di verifica  circa la presenza di microplastiche in mare. Insieme all’imperiese Acquarone a bordo ci sono Salvatore Magri, Danilo Baggini, Romolo Becchetti e Gianfranco Riccioni.

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David Ingiosi

Appassionato di vela e sport acquatici, esperto di diporto nautico, ha una lunga esperienza come redattore e reporter per testate nazionali e internazionali dove si è occupato di tutte le classi veliche, dalle piccole derive ai trimarani oceanici

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