Di recente è stato inaugurato a Imola “FIB3R”, il primo impianto in Europa in grado di rigenerare la fibra di carbonio su scala industriale. Un processo che potrebbe rivoluzionare l’industria del settore nautico.
Nel settore nautico quando si parla di sostenibilità ambientale, smaltimento di barche e possibilità di riciclo di materiali di costruzione, ci si riferisce quasi sempre alla vetroresina, la famosa “plastica” magica che tanto ha rivoluzionato l’attività di progettisti, cantieri e diportisti.
Ma altrettanto innovativo è stato il carbonio, la famosa fibra nera, leggerissima e più dura dell’acciaio, con la quale ormai da anni si realizzano scafi da regata e da crociera, nonché appendici alari, rigging, vele e una moltitudine di attrezzature e accessori di bordo. Ebbene, come si ricicla la vetroresina è possibile riciclare anche il carbonio? Certo che sì, Cina e Giappone già lo fanno, e a fare da apripista a livello europeo a questa nuova forma di riciclo potrebbe essere proprio l’Italia.
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Un impianto all’avanguardia e il primo in Europa
Nei giorni scorsi infatti il Gruppo Hera ha inaugurato a Imola “FIB3R”, il primo impianto in Europa in grado di rigenerare la fibra di carbonio su scala industriale. Si tratta di una struttura all’avanguardia, con una capacità produttiva di 160 tonnellate annue di fibra riciclata, che potrebbe rappresentare per il nostro Paese un grande passo in avanti in questo settore, sia a livello ambientale che di indipendenza economica e industriale.
L’impianto di Imola è stato messo a punto da Herambiente, operatore nazionale che si occupa di recupero e trattamento dei rifiuti, che da 3 anni sperimenta il processo di recupero delle fibre di carbonio, in collaborazione con il dipartimento di Chimica Industriale dell’Università di Bologna e con il partner tecnologico Curti Costruzioni Meccaniche, azienda ravennate specializzata nella produzione di macchine automatiche per applicazioni industriali.
Ecco come viene rigenerato il carbonio
Ma come tecnicamente viene rigenerato il carbonio? Il processo di rigenerazione adottato da “FIB3R”, si basa su un’innovativa tecnologia di pirolisi e gassificazione, che permette di separare la fibra dalla resina e quindi di riutilizzare l’energia generata, riducendo così l’impatto ambientale. In pratica durante la fase di pirolisi, la fibra viene separata dalla resina grazie alla sua elevata resistenza termica. Dopodiché la resina, trasformata in gas, viene riutilizzata per alimentare il sistema, ottimizzando il recupero energetico.
Il risultato finale è una fibra di carbonio rigenerata, pura e con caratteristiche meccaniche intatte, pronta per essere reimpiegata in diversi contesti, dall’automotive al settore aerospaziale, e naturalmente, anche alla costruzione di barche, yachts e attrezzature nautiche.
