Avventure marine con animali domestici: la storia di Oli, il gatto regatante

Molti velisti imbarcano anche i loro amici a quattro zampe. Come Bob Williams che addirittura con il suo micio Oli ha deciso di iscriversi alla Sydney-Hobart. È il primo felino che partecipa alla celebre regata.

La navigazione a vela da sempre cattura l’essenza della libertà, dell’autonomia e dell’avventura in mare aperto. I velisti hanno la capacità di sfruttare la forza del vento per viaggiare, gestire al meglio le risorse ed adattarsi all’ambiente naturale, non sempre facile e prevedibile. Spesso si naviga in equipaggio, ma sono sempre di più i velisti che scelgono di viaggiare da soli, contando solo sulle proprie forze e seguendo imperterriti le proprie ambizioni lontano dalla terraferma.

Ma cosa succede se l’esperienza di navigazione a vela la si condivide con un gatto? L’ambiente marino con le sue vaste distese blu, l’acqua salata, il vento e le onde, sembra quanto di più lontano dall’habitat ideale di un felino. In realtà i gatti sono per loro natura degli esploratori indipendenti, spesso solitari, e sviluppano con l’uomo un rapporto di opportunistica distanza che non rinnega nel modo più assoluto, anzi risalta lo stile felino.

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La barca per i gatti è solo una cuccia più grande

Per tale ragione molti gatti, a dispetto dei pregiudizi, accettano di buon grado la vita in barca e si adattano agli spazi di bordo con una facilità sorprendente. I loro sensi acuti, infatti, uniti ai movimenti agili e “felpati” gli permettono di muoversi con destrezza ed esplorare i vari angoli nascosti di una barca a vela. Inoltre il dolce dondolio dello scafo spesso li culla in un rilassamento soddisfatto. Non a caso non sono rari i velisti che imbarcano con piacere i loro amici quattro zampe, anche per viaggi lunghi, compresi le navigazioni in oceano e i giri del mondo.

Ce n’è uno tuttavia che si è spinto ben oltre. Si chiama Oli, ha 10 anni e appartiene a Bob Williams, un vecchio ufficiale di marina ormai in pensione. Oli naviga con Bob ormai da 5 anni e insieme hanno vissuto tanti viaggi per mare a bordo di Sylph VI, un cabinato di 12,50 metri disegnato dal progettista Alan Payne. “All’inizio Oli soffriva il mal di mare ed era un po’ stressato – racconta Bob Williams – ma ora sta bene a bordo e, anzi si gode la vita, come solo i gatti sanno fare. Di solito lo si può trovare a miagolare ordini o a sonnecchiare nel pozzetto della barca. È molto sensibile e ogni volta che le acque si fanno agitate, sparisce sottocoperta per trovare un bel posto sicuro dove accoccolarsi”.

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Può un gatto essere iscritto a una regata?

L’ultima delle avventure marine vissute da Bob e Oli è tuttavia davvero speciale. Il velista ha infatti deciso nel dicembre del 2023 di prendere parte insieme al suo gatto alle celebre regata d’altura Sydney-Hobart, uno degli eventi più prestigiosi, ma anche più difficili tra le regate oceaniche. È una competizione offshore di 628 miglia su un percorso che si snoda tra la città australiana e la capitale della Tasmania.

Nel mezzo la flotta di partecipanti devono attraversare il temibile Stretto di Bass, un tratto di oceano dove le condizioni del mare possono cambiare in modo veloce e imprevisto passando dalla calma piatta alle burrasche. È rimasta celebre nella storia della regata l’edizione del 1998 quando la flotta impegnata nella regata rimase coinvolta proprio in questa zona oceanica in una tempesta con venti fino a 80 nodi che causarono la morte di 6 partecipanti e numerose avarie alla maggior parte degli equipaggi in gara.

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Oli tra gli skipper iscritti alla Sydney-Hobart

Quando Bob Williams, al momento di iscriversi alla 73° edizione della regata nella sezione equipaggi in doppio e ha menzionato il suo gatto Oli, come compagno di viaggio, gli organizzatori sono rimasti un po’ perplessi. In effetti fin dalla prima edizione, avvenuta nel 1945, la Sydney-Hobart ha attirato tra gli oltre 62.000 partecipanti ogni sorta di concorrente, dal magnate dei media Rupert Murdoch alla leggenda del cricket australiano Michael Clarke, fino all’ex primo ministro britannico Sir Edward Heath. Quanto invece agli animali, nelle prime edizioni saliva a bordo solo qualche piccione viaggiatore che veniva utilizzato dagli equipaggi per inviare messaggi ad amici e familiari rimasti sulla terraferma. Mai però la regata aveva coinvolto come veri e propri membri dell’equipaggio, gatti, cani o altri animali.

Alla fine tuttavia, non esistendo nessuna regola all’interno del bando di regata che vieta espressamente la presenza di gatti a bordo, il comitato della Sydney-Hobart ha accettato l’iscrizione di Oli. “Non si trattava di decidere se portare con me Oli o meno – ha detto bob – questa è la sua casa. Oli è con me da diversi anni ormai. Fa praticamente parte dell’arredamento della barca. Quindi lasciarlo a terra per me era era semplicemente fuori discussione “.

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I gatti come Oli e la sicurezza a bordo

“I gatti hanno una lunga storia nei viaggi marittimi – ha sottolineato il Commodoro Arthur Lane del Cruising Yacht Club of Australia – e una delle cose più belle della Sydney Hobart sono proprio i meravigliosi personaggi che partecipano alla regata, oltre ai tanti tipi diversi di barche”.

Quando gli si chiede della sicurezza a bordo per Oli Bob Williams scherza: “Finora non ho ancora perso un gatto in mare”. Poi però diventa serio e sottolinea di essere preparato per qualsiasi emergenza. “La routine per i gatti in barca – spiega l’ex ufficiale di Marina consiste nel tenere a portata di mano qualcosa, come un asciugamano o una cima spessa, in modo che possano risalire a bordo. Non c’è un giubbotto di salvataggio per Oli, perché semplicemente non lo indosserebbe. I gatti sono come il mago Houdini, scappano da tutto ciò che non gli piace. Anche se i gatti in genere odiano l’acqua, so per certo che Oli sa nuotare, perché una volta si è buttato nell’oceano per evitare un cane troppo zelante”.

David Ingiosi

Appassionato di vela e sport acquatici, esperto di diporto nautico, ha una lunga esperienza come redattore, reporter e direttore di testate nazionali e internazionali dove si è occupato di tutte le classi veliche, dalle piccole derive ai trimarani oceanici, compresi tutti i watersports.

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