Atollo di Ahé in Polinesia: ultimo rifugio di Bernard Moitessier

Alla scoperta dell’atollo di Ahé, nell’arcipelago delle Tuamotu (Polinesia Francese). Un luogo magico, accogliente e di una bellezza mozzafiato dove per tre anni il navigatore francese Bernard Moitessier visse lontano da tutti.

Ahé è un atollo nell’arcipelago delle isole Tuamotu, nella Polinesia Francese, e fa parte delle Isole del Re Giorgio che comprende anche gli atolli di Manihi, Takapoto, e Takaroa. È in questo paradiso ai confini del mondo che le sue acque cristalline, le palme, le spiagge di sabbia bianca e le lagune che si rifugiò il navigatore e giramondo Bernard Moitessier.

Arrivato a bordo della sua famosa barca a vela “Joshua” insieme alla moglie Iléana e al figlio Stephan, Moitessier puntò sul “motu” di Poru Poru, a due passi dal villaggio di Tenukupara. Scelse di stabilirsi lì e ci visse per 3 anni, dal 1975 al 1978. Cosa c’è di così magico in questo atollo e cosa ne è stato?

Ahé

Una laguna color smeraldo, oasi di pace

Un tempo per lo più sconosciuto, se non a chi effettuava il giro del mondo in barca a vela, l’atollo di Ahé è oggi una destinazione nautica molto più popolare che attira I curiosi anche solo per vedere con I propri occhi dove si era rifugiato il grande Moitessier.

Si entra nella laguna di Ahé attraverso il passo Tiareroa. Da lì si naviga per quasi un’ora per raggiungere il villaggio di Tenukupara. L’atollo è piccolo e tutti i “motu” che lo circondano sono visibili grazie alle palme da cocco che si vedono da lontano. Nella laguna si trovano grandi campi boe che appartengono ad allevamenti di perle e vengono utilizzati per la coltivazione delle ostriche.

Si può gettare l’ancora proprio di fronte al villaggio. L’ancoraggio è molto tranquillo, si sente il rumore dell’oceano trasportato dal vento e i pesci che si dimenano intorno alla barca.

Ahé

Nel villaggio si respira bellezza e gioia

Al mattino presto ci si sveglia con il canto dei galli che proviene dalla terraferma. La gente del posto inizia a pescare a bordo delle loro Va’a, le tipiche canoe polinesiane. Non hanno grandi attrezzi da pesca, solo una lenza di nylon con qualche piuma che penzola

Per avventurarsi nel villaggio si sbarca al molo principale. Ci sono solo poche strade da esplorare, ma sembra che ci sia tutto ciò di cui si ha bisogno: una chiesa, una scuola, un campo sportivo, il municipio, un’infermeria. Si può anche acquistare frutta e verdura dalla gente del posto. Il villaggio è colorato e fiorito, in tutte le case c’è musica ad alto volume. A Nord si può vedere il luogo in cui si stabilì Bernard Moitessier. Oggi sul motu, due case su palafitte ospitano le pensioni.

Ahé

L’accoglienza amichevole dei polinesiani

Come spesso accade in Polinesia, la popolazione accoglie i visitatori a braccia aperte: si avvicina, fa domande, dà indicazioni e consiglia su cosa vedere ad Ahé. Da quando il navigatore se n’è andato, il villaggio è senza dubbio molto cambiato, ma l’atmosfera è amichevole e la vita sembra bella ad Ahé.

Ogni pomeriggio la goletta incaricata di rifornire il villaggio attracca lungo la banchina. Scarica la sua merce accompagnata dalla musica e la piazza diventa un luogo di ritrovo per molti abitanti del posto. Fino al tardo pomeriggio il paese rimane molto animato.

È facile comprendere perché Moitessier amasse così tanto questo atollo. Dall’alba al tramonto, Ahé non fa che sedurre I visitatori con il suo spirito autentico, semplice e felice.

David Ingiosi

Giornalista professionista, appassionato di vela e sport acquatici, esperto di diporto nautico, ha una lunga esperienza come redattore, reporter e direttore di testate nazionali e internazionali dove si è occupato di tutte le classi veliche, dalle piccole derive ai trimarani oceanici, compresi tutti i watersports.

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