Hai mai sentito parlare dell’ ancora galleggiante? Di solito, quando si parla di ancore per barca è naturale pensare alle ancore classiche in metallo, elementi che servono a fissare la barca al fondale. Nel nostro articolo dedicato alla scelta dell’ancora abbiamo esaminato vantaggi e peculiarità dei vari modelli ma ne abbiamo volutamente tralasciato uno che pur condividendo lo stesso nome ha un aspetto e un utilizzo completamente differente: l’ancora galleggiante.
In questa guida all’ancora galleggiante scopriremo insieme le varie tipologie disponibili sul mercato e i diversi utilizzi che le rendono accessori estremamente interessanti per la navigazione e la pesca. Cercheremo quindi di individuare qual’è la migliore ancora galleggiante e come scegliere quella corretta per la tua barca spiegando inoltre il suo utilizzo corretto.
Che cos’è l’ancora galleggiante e a cosa serve
Il termine ancora galleggiante, è spesso usato impropriamente. Nel linguaggio comune viene chiamata ancora galleggiante sia l’ancora a trascinamento, un accessorio che viene fissato a poppa, sia l’ancora galleggiante vera e propria che invece viene utilizzata a prua. Entrambe le tipologie di ancore galleggianti sono realizzate con tessuti tecnici e possono avere la forma di un cono o di un paracadute ma il loro utilizzo e scopo, come vedremo poi in dettaglio è completamente diverso.
L’ancora galleggiante a trascinamento, più correttamente definita spera, viene filata a poppa con lo scopo di offrire resistenza e rallentare la barca per migliorarne il governo in condizioni di mare molto mosso o per contrastare lo scarroccio ad esempio in caso di forti correnti.
L’ancora galleggiante propriamente detta invece è quella usata a prua per stabilizzare lo scafo creando un elemento di massa che tiene ferma la barca quasi come un’ancora tradizionale mantenendo la prua al vento. Si comporta in sostanza come un grosso sacco che si riempie di acqua contrastando il movimento della barca esposta a vento e correnti.
Anche se non sarebbe corretto, per semplicità, in questo articolo seguiremo l’abitudine comune di utilizzare il termine “ancora galleggiante” per entrambe le tipologie, sapendo che a seconda dell”utilizzo (prua o poppa) intenderemo una tipologia piuttosto che l’altra.
Leggi anche: Ancore galleggianti e spere: differenze e analogie
Uso dell’ancora galleggiante
Nella maggior parte dei casi, le ancore galleggianti vengono trascurate dai diportisti principianti, per essere utilizzate quasi esclusivamente dai navigatori (o pescatori) più esperti. Pur essendo un accessorio dal nome conosciuto a tutti, spesso se ne ignorano benefici e vantaggi e questo è un vero peccato, vista la grande utilità delle ancore galleggianti in numerose situazioni.
Ma quando si utilizza un’ancora galleggiante? L’ancora galleggiante viene usata quando la barca non deve essere fermata completamente ma rallentata, per facilitare la pesca, o per aumentare il controllo della barca e stabilizzarla in condizioni di mare agitato, onde frangenti, o di forti correnti e diventa indispensabile per la sicurezza sulle barche a motore in caso di panne per poter frenare la barca in attesa dei soccorsi.
Per poter essere efficaci, le ancore galleggianti devono non solo essere correttamente dimensionate rispetto al dislocamento della barca ma devono soprattutto essere collegate ad elementi forti della barca utilizzando cime ed accessori adeguatamente robusti.
Qual’è la migliore ancora galleggiante
Abbiamo anticipato che non esiste un’unico modello di ancora galleggiante. Per semplificare, possiamo distinguere due diversi tipi di ancora galleggiante in base alla loro forma e design costruttivo: l’ancora galleggiante a paracadute e l’ancora galleggiante a cono.
Entrambe le tipologie come anticipato all’inizio di questo articolo possono essere progettate per essere utilizzate come spere o come ancore galleggianti da stazionamento e stabilizzazione. Vediamo quindi nel dettaglio come funziona l’ancora galleggiante nelle diverse tipologie costruttive e di utilizzo per cercare di capire quale possa essere la migliore ancora galleggiante per la nostra barca e le nostre esigenze di navigazione.
Ancora galleggiante a paracadute
Il disegno di quest’ancora assomiglia molto a quello di un paracadute. In effetti, sembra che i primi tentativi siano stati fatti utilizzando dei vecchi paracadute dismessi dall’esercito. Questo tipo di ancora solitamente utilizzata a prua, trattenendo una certa massa di acqua all’interno del paracadute riesce a stabilizzare la barca, mantenendo la prua controvento e frenandola quasi completamente. E’ facile intuire che l’ancora a paracadute non riesce a immobilizzare la barca come un’ancora da fondale ma il suo effetto è davvero importante.
Come si può immaginare, recuperare l’ancora galleggiante a paracadute e issarla a bordo non è sempre facilissimo, con una difficoltà crescente in base all’aumentare della sua apertura. Chi usa un’ancora galleggiante su imbarcazioni di dimensioni ridotte o magari su un gommone, al momento del recupero, scoprirà che non sarà tanto l’ancora ad avvicinarsi all’imbarcazione, quanto quest’ultima ad avvicinarsi all’ancora.
Ancora galleggiante a cono
L’ancora galleggiante conica e più adatta ad un utilizzo da poppa ovvero come ancora da trascinamento. Il suo design ad imbuto offre la giusta resistenza all’acqua ed essendo aperta nella parte posteriore permette di scaricare una parte dell’acqua raccolta il che si traduce in una minore turbolenza, carichi di trazione ridotti unita a maggiore stabilità e controllo sull’imbarcazione.
Esistono infine ancore galleggianti con forme più o meno innovative che cercano di migliorare le prestazioni, ridurre le dimensioni od offrire più versatilità nell’utilizzo. Un esempio su tutti è rappresentato dalla Seabrake, un’ancora galleggiante “biconica” che offre alte performance e una grande varietà di utilizzi. Questo modello non solo può essere utilizzato per entrambi gli scopi indicati sopra ma anche come uno stabilizzatore antirollio, un timone di emergenza e anche un bansigo.
Ancora galleggiante e sicurezza in mare
Ci sono situazioni in cui l’ancora galleggiante diventa un importante accessorio per la sicurezza della nostra imbarcazione e di tutto l’equipaggio. Ad esempio, in situazioni di mare molto mosso e onde frangenti, usare l’ancora galleggiante come una spera, dunque filata a poppa attraverso una cima, ci consente di rallentare la barca e mantenerla in assetto. In situazioni di questo tipo, senza l’ausilio di un’ancora galleggiante è molto probabile che la barca venga pericolosamente sollevata dall’onda e spinta dal frangente ad alta velocità nel suo cavo dove può intraversarsi fino a scuffiare mettendo in serio pericolo l’equipaggio.
E ancora, in caso di motore in avaria l’ancora galleggiante può essere utilizzata come stabilizzatore per mettere l’imbarcazione alla cappa e diventa utile per :
– evitare scarroccio eccessivo
– evitare di avvicinarsi in modo pericoloso alla costa
– dare stabilità alla nostra barca
– evitare che le onde investano di traverso lo scafo
Ma come abbiamo detto, l’ancora galleggiante in barca è utile in numerose situazioni, non solo in caso di emergenza quindi o in condizioni meteo-marine impegnative ma anche per aumentare il comfort a bordo, riducendo rollio e becchieggio oppure per la pratica di alcuni tipi di pesca.
Ancora galleggiante per pescare
Anche chi ama pescare dalla barca non dovrebbe mai fare a meno di questo dispositivo, vista la sua capacità di rallentare l’imbarcazione e ridurre, o perfino eliminare del tutto, la possibilità che le onde entrino di traverso. Vediamo quali sono i principali utilizzi dell’ancora galleggiante durante la pesca.
Nella pesca a bolentino di profondità l’utilizzo dell’ancora galleggiante ci permette di rallentare la barca, calare le esche e presenziare la zona in cui abbiamo individuato le prede evitando che la corrente ci trascini fuori dalla nostra area di pesca.
Analogamente, nella pesca alla traina o nel drifting l’utilizzo dell’ancora galleggiante per ridurre a piacere la velocità della barca e navigare in deriva controllata mantenendo al contempo le lenze in scia, rappresenta un vantaggio considerevole per chi vuole massimizzare il risultato della propria giornata di pesca.
Scegliere l’Ancora galleggiante giusta per la tua barca
Come accennato in precedenza, perchè l’ancora galleggiante sia efficace occorre che sia di dimensioni adeguate rispetto al dislocamento della nostra barca. Esistono diverse formule che permettono di calcolare la giusta dimensione dell’ancora galleggiante ma si tratta di calcoli piuttosto complessi dato che sono numerose le forze in gioco.
In linea di massima però possiamo seguire le indicazioni dei produttori che generalmente forniscono comode tabelle riassuntive per rendere semplice la scelta dell’ancora galleggiante corretta rispetto alle dimensioni della barca. Nel dubbio, come sempre consigliamo di abbondare ed acquistare la misura immediatamente più grande.
Altri importanti elementi da considerare sono le cime e i punti di attacco sulla barca. La resistenza di qualsiasi sistema di ancoraggio è quella del suo elemento più debole. Dobbiamo quindi fare attenzione ad abbinare alla nostra ancora galleggiante cime con carico di rottura adeguato e ad assicurarci che gli elementi fissi della barca a cui andremo a collegarle (bitte, golfari…) siano sufficientemente robusti. Stesso discorso vale per ogni accessorio che andremo eventualmente ad inserire (moschettoni, girelle, grilli…).
Considerazioni finali
Bene, in questo articolo abbiamo sottolineato l’importanza di avere a bordo un’ancora galleggiante, se non altro come elemento aggiuntivo di sicurezza che può fornirci un aiuto importante in caso di maltempo o avaria della barca. Possiamo inoltre sfruttarne i benefici in termini di comfort in navigazione, per contrastare lo scarroccio, migliorare il controllo e persino per ridurre rollio e beccheggio.
L’ancora galleggiante è anche utilissima in caso volessimo o fossimo costretti a “fermare” la nostra barca in zone con fondali estremamente profondi in cui la nostra linea di ancoraggio non sarebbe utile. Infine per la pesca, anche dal tender o dal kayak, il controllo della deriva è un vantaggio importante.
Insomma l’utilità delle ancore galleggianti barca è indiscutibile, il loro costo esiguo e l’ingombro assolutamente trascurabile, dunque non ci sono motivi per non avere a bordo un accessorio così versatile e dalle interessanti funzionalità.


Non credo che l’ancora galleggiante dia risultati nel caso di deriva (corrente): l’ancora si muoverà con l’imbarcazione, perché è l’acqua che si muove, a differenza della scarroccio in cui è la barca che si muove rispetto al mare.
Questo, tecnicamente parlando.
Solo con onda da vantaggi, ma molto conta la distanza dell’ancora dall’imbarcazione.
Grazie , articolo interessante e adeguatamente descrittivo.
Sarebbe molto utile avere indicazioni relative all’approntamento, a come armare e collegare gli altri elementi ( cime, grilli…) e alle diverse manovre es .stabilizzazione, uso timone, .., nei contesti diversi.