Torna il 26 dicembre l’appuntamento con una delle regate d’altura più tecniche e difficili. Salpa infatti la Sydney-Hobart alla sua 79° edizione con una flotta di 104 barche iscritte tra maxi yachts e piccoli racer.
Per tutti gli amanti della vela off shore il 26 dicembre è sempre un giorno speciale. Parte infatti la celebre “Sydney-Hobart”, regata d’altura di 628 miglia dall’Australia alla Tasmania attraverso l’impervio Stretto di Bass. In questo 2024 alla 79° edizione dell’evento organizzato dal Cruising Yacht Club of Australia sono ben 104 le imbarcazioni iscritte di tante nazionalità: Francia, Hong Kong, Nuova Caledonia, Nuova Zelanda, Stati Uniti e Filippine, oltre che naturalmente dalla stessa Australia.
La partenza della regata, considerata una delle più dure e tecniche prove dell’altura internazionale, avviene nel cosiddetto “Boxing Day” australiano ed è prevista alle ore 13 locali (qui in Italia corrispondono alle 3 del mattino).

Una grande sfida in tempo reale e compensato
I super maxi in regata sono “Master Lock Comanche” di Matt Allen (detentore del record della regata, siglato nel 2017, con il tempo di 1 giorno, 9 ore e 15 minuti), “Law Connect” di Christian Beck e “Wild Thing 100” di Grant Wharington e Adrian Seiffert. L’anno scorso fu proprio il maxi 100 “Law Connect” a beffare in tempo reale il maxi 100 “Master Lock Comanche” e conquistare il primo posto in tempo reale alla Sydney-Hobart con un arrivo al fotofinish. Quest’anno il duello si ripete.
Ma anche la battaglia per la vittoria in tempo compensato IRC Overall si annuncia quest’anno particolarmente avvincente, con almeno una trentina di pretendenti tra TP52 e racer puri tra i 40 e i 72 piedi.
Il meteo decisivo per affrontare le 628 miglia
Saranno come sempre le condizioni meteo a condizionare l’andamento della Sydney-Hobart. Spesso infatti i venti forti da Sud trasformano la competizione in una lunga ed estenuante bolina contro il mare formato. Mentre quelli da Nord l’ha rendono una folle volata per le barche che chiudono il percorso quasi sempre planando sulle onde.
E poi c’è il passaggio mitico Stretto di Bass, dove spesso si decide la regata poco prima dell’arrivo in Tasmania. Il passaggio infatti, a causa della combinazione di vento intenso e forti correnti, può diventare estremo e mettere in difficoltà gli equipaggi.
