Allerta Mediterraneo: il 2026 è l’anno delle onde “mostruose”

Dalle vette record di 16,6 metri del ciclone Harry ai 13 metri misurati a Minorca: il “Mare Nostrum” sta cambiando volto, trasformandosi in uno scenario di mare con forza estrema che sfida la navigazione tradizionale.

Il 2026 si sta rivelando un anno spartiacque per l’oceanografia del Mediterraneo. L’ultimo evento in ordine di tempo è quello registrato domenica 15 marzo 2026 al largo di Minorca, dove l’autorità portuale di Maó ha confermato il passaggio di un’onda alta 12,97 metri.

Sebbene impressionante, questo dato è solo l’ultimo di una serie di fenomeni estremi che stanno riscrivendo la storia climatica della regione, confermando che le acque spagnole e italiane sono ormai teatro di mareggiate con caratteristiche oceaniche.

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Photo credits: Cronaca Balear.

Il muro d’acqua di Minorca: 13 metri di potenza

La tempesta che ha colpito le Baleari a metà marzo è stata alimentata da una profonda depressione atlantica capace di generare venti di burrasca sostenuti. L’onda di quasi 13 metri misurata al largo del capoluogo minorchino ha messo a dura prova le strutture portuali: il moto ondoso ha superato i moli, causando il tipico effetto “molla” sulle imbarcazioni ormeggiate.

Onde anomale. Le cime sono state sottoposte a stress estremi, con numerosi casi di gallocce e bitte divelte dalla forza del mare. La conformazione dei fondali a nord dell’isola ha agito come una rampa di lancio, concentrando l’energia dei flutti in un unico, devastante muro d’acqua.

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Photo credits: La Repubblica.

Gennaio 2026: il record storico del Ciclone Harry

La misurazione di Minorca, per quanto eccezionale, impallidisce di fronte a quanto accaduto solo due mesi fa. Il 20 gennaio 2026, durante il passaggio del violentissimo Ciclone Harry, il Mediterraneo ha stabilito il suo nuovo record assoluto. Una boa situata nel Canale di Sicilia, tra Portopalo e Malta, ha registrato un’onda mostruosa di 16,66 metri, un’altezza superiore a un palazzo di cinque piani causata da una combinazione rara di velocità del vento, durata e un “fetch” (tratto di mare libero) eccezionalmente lungo nel Mar Ionio.

La devastazione sulle coste italiane: il caso Catanzaro Lido

Mentre al largo si toccavano i 17 metri, le coste hanno subito l’impatto di onde meno alte ma dotate di una forza distruttiva senza precedenti. L’immagine simbolo del Ciclone Harry rimane quella di Catanzaro Lido, dove onde di circa 5 metri hanno travolto il lungomare. L’acqua è penetrata all’interno dei ristoranti e degli stabilimenti balneari, distruggendo vetrate e macchinari. Quello che ha sorpreso gli esperti non è stata solo l’altezza, ma la “massa” d’acqua spostata, capace di sventrare strutture in cemento armato che avevano resistito per decenni.

Perché il Mediterraneo sta diventando così violento?

Il 2026 sta confermando i timori dei climatologi: l’energia termica accumulata nel mare durante le stagioni precedenti agisce come carburante per i cicloni. Quando l’aria fredda colpisce queste masse d’acqua calde, la pressione crolla rapidamente, creando tempeste che gli esperti definiscono “medicane” (Mediterranean Hurricanes). La frequenza di queste onde massime suggerisce che non siamo più di fronte a eventi isolati, ma a una nuova normalità climatica che richiederà una revisione totale della sicurezza portuale e delle strategie di navigazione per yacht e navi da crociera.

Photo credits immagine apertura: Il Post.

David Ingiosi

Giornalista professionista, appassionato di vela e sport acquatici, esperto di diporto nautico, ha una lunga esperienza come redattore, reporter e direttore di testate nazionali e internazionali dove si è occupato di tutte le classi veliche, dalle piccole derive ai trimarani oceanici, compresi tutti i watersports.

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