Allarme “Drago Blu”: pericolo urticante sulle coste spagnole

Recenti avvistamenti di “Glaucus atlanticus”, il piccolo mollusco dal fascino esotico ma dal tocco urticante, hanno sollevato un’ondata di preoccupazione tra i diportisti e i bagnanti e portato alla chiusura precauzionale di alcune spiagge delle coste spagnole.

La costa spagnola, meta ambita dai diportisti di tutta Europa, è sotto osservazione: un piccolo, affascinante, ma potenzialmente fastidioso ospite è comparso a sorpresa. Si tratta del “Glaucus atlanticus”, meglio conosciuto come “drago blu”, una minuscola lumaca di mare dalle colorazioni sgargianti che sta destando non poca agitazione tra bagnanti e autorità locali.

La presenza di diversi esemplari di questo mollusco, dal nome scientifico quasi più spaventoso del suo aspetto, ha spinto alcune amministrazioni locali a chiudere temporaneamente al pubblico alcune spiagge, soprattutto lungo la costa di Alicante. La ragione? Nonostante il suo aspetto minuto e i colori che ricordano un piccolo drago esotico, il “Glaucus atlanticus” è in grado di rilasciare sostanze urticanti, potenzialmente fastidiose per chi dovesse entrare in contatto con lui.

Identikit del Drago Blu: bello e pericoloso

Questo piccolo mollusco, privo di conchiglia e dalle dimensioni che raramente superano i 4 centimetri, si distingue per le sue intense colorazioni blu cobalto e azzurro, interrotte da sfumature argentate. Il suo aspetto, con le protuberanze laterali che ricordano le ali di un drago, lo rende un soggetto molto fotografato, ma è bene tenere a mente che la sua bellezza nasconde un potenziale pericolo.

Il drago blu galleggia a pelo d’acqua, trasportato dalle correnti, e il suo habitat ideale sono le acque calde degli oceani Atlantico e Pacifico. Tuttavia, l’aumento delle temperature marine degli ultimi anni sta favorendo la sua comparsa nel Mediterraneo, dove sta via via colonizzando nuove aree.

Il segreto del suo veleno irritante

Il pericolo rappresentato dal “Glaucus atlanticus” risiede nelle sue abitudini alimentari. Questa piccola creatura si nutre infatti di altri organismi urticanti, come la temuta caravella portoghese, accumulando e conservando le loro cellule urticanti all’interno del proprio corpo. In questo modo, il drago blu diventa a sua volta un concentrato di sostanze irritanti, in grado di provocare reazioni sgradevoli al contatto con la pelle umana.

Le autorità raccomandano la massima prudenza: in caso di avvistamento, è fondamentale non toccare il mollusco e segnalarne la presenza ai bagnini o alla Guardia Costiera. In caso di contatto, è consigliabile evitare di strofinare la zona interessata o di risciacquare con acqua dolce, in quanto ciò potrebbe favorire il rilascio di ulteriori tossine. La cosa migliore da fare è sciacquare abbondantemente con acqua di mare e consultare un medico per valutare la situazione.

David Ingiosi

Giornalista professionista, appassionato di vela e sport acquatici, esperto di diporto nautico, ha una lunga esperienza come redattore, reporter e direttore di testate nazionali e internazionali dove si è occupato di tutte le classi veliche, dalle piccole derive ai trimarani oceanici, compresi tutti i watersports.

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