Dopo un letargo tecnico durato oltre sei mesi, l’Imoca di Ambrogio Beccaria riabbraccia l’Atlantico a Lorient. Un varo che non è solo un ritorno in acqua, ma il debutto di una barca profondamente evoluta, alleggerita e pronta a scalare le gerarchie del circuito mondiale.
Il 4 maggio non è stata una data qualunque per il team di Ambrogio Beccaria. A Lorient, tempio della vela oceanica, il ritorno in acqua di Allagrande Mapei è stato orchestrato come una sinfonia perfetta. La giornata è iniziata all’alba con l’uscita dall’hangar, seguita dall’installazione chirurgica della chiglia. Solo nel pomeriggio, seguendo il respiro della marea, lo scafo ha finalmente toccato il suo elemento naturale.
Il cerimoniale si è concluso con l’alberatura, un momento che sancisce ufficialmente la fine dell’inverno tecnico e l’inizio della vita operativa. Per lo skipper milanese, questo varo rappresenta il culmine di un percorso di trasformazione radicale, dove ogni bullone e ogni fibra di carbonio sono stati ripensati per l’efficienza pura.
Il fattore umano e la rivoluzione tecnica
“Sento un’energia straordinaria, qualcosa che non avevo mai provato prima”, ha dichiarato un entusiasta Ambrogio Beccaria. Lo skipper ha sottolineato come la vera differenza, quest’anno, non sia solo meccanica ma umana. Passare da una gestione quasi artigianale a un team strutturato e numeroso ha permesso di compiere scelte tecniche audaci.
La barca è stata letteralmente “tagliata su misura” per le esigenze di Ambrogio: le scasse dei foil sono state riposizionate e il peso complessivo è stato ridotto in modo drastico. Queste modifiche mirano a rendere l’imbarcazione più agile e reattiva, trasformandola in una macchina da guerra perfetta per affrontare la sua prima stagione in solitaria nel prestigioso e durissimo circuito Imoca.
La prova del nove: equilibrio e sicurezza a 90 gradi
Appena toccata l’acqua, Allagrande Mapei è stata sottoposta al temuto “test a 90 gradi”, un passaggio obbligato e spettacolare. La barca viene inclinata lateralmente fino a quando l’albero non si trova parallelo alla superficie dell’acqua. In questa posizione estrema, un dinamometro misura la forza necessaria per evitare il ribaltamento.
Come spiega l’ingegnere nautico Gianluca Guelfi, responsabile della performance, questo test permette di individuare l’esatta posizione verticale del centro di gravità. Non è solo una questione di regolamento — per rispettare i parametri di stabilità della classe (come l’angolo minimo di capovolgimento di 110°) — ma una leva strategica: conoscere l’esatto equilibrio della barca a vuoto permette ai progettisti di ottimizzare ogni manovra e ogni assetto durante la navigazione estrema.
Un vestito di luce e carbonio: la nuova identità visiva
L’evoluzione di Allagrande Mapei passa anche attraverso gli occhi. La nuova livrea, nata dalla collaborazione con il designer Alberto Velardi, fonde i colori identitari in un abbraccio cromatico: il turchese vibrante di Allagrande si mescola al blu profondo di Mapei. Simona Giorgetta, del CdA Mapei, sottolinea come il numero 37 che campeggia sullo scafo sia un omaggio all’anno di fondazione dell’azienda (1937), simbolo di una tradizione fatta di tenacia e visione.
Ma l’estetica non dimentica la funzionalità: la verniciatura è stata ridotta all’osso, lasciando intravedere le trame del carbonio sottostante. Questa scelta “minimalista” ha permesso di risparmiare chilogrammi preziosi, una filosofia applicata anche alle vele, dove i loghi spiccano sul nero naturale del materiale tecnico.
Verso l’orizzonte: la fame di regate
Mentre i concorrenti sono già impegnati nelle prime sfide stagionali, come la 1000 Race, Beccaria scalpita per riprendere il timone. Dopo aver passato le ultime notti a bordo persino in cantiere, per monitorare la “cottura” delle resine strutturali, lo skipper è pronto alla fase finale dei test. Resta una settimana di verifiche tecniche prima di poter finalmente spiegare le vele.
La tensione agonistica inizia a farsi sentire, ma è una tensione positiva, alimentata dalla consapevolezza di avere tra le mani un mezzo ottimizzato ai massimi livelli. L’avventura nell’universo Imoca è solo ai primi capitoli, ma Allagrande Mapei sembra già intenzionata a scriverne pagine memorabili.
