“Acrobatica”, la barca di Alberto Riva ritrovata in Marocco

Dopo un anno di deriva nell’Atlantico seguito a un drammatico incidente in regata, lo scafo semidistrutto dell’imbarcazione “Acrobatica” è stato rinvenuto sulla costa marocchina. Il team di Alberto Riva si mobilita per il recupero, mentre il velista guarda avanti verso nuove sfide.

A quasi dodici mesi dal naufragio causato da una collisione in mare aperto, “Acrobatica”, la barca oceanica del navigatore Alberto Riva, è riemersa dalle acque. Lo scafo è stato localizzato nei pressi di El Ouatia, un villaggio costiero a settentrione delle Canarie, spiaggiato e legato alle rocce, presumibilmente da pescatori locali.

Un’odissea di oltre 1300 miglia nautiche, spinta da venti e correnti, che ha trasformato un relitto in un simbolo di resilienza. “Rivederla, così martoriata, è stato un’emozione fortissima,” ha confessato Alberto Riva sui social media. “È come se fosse riapparso un frammento della mia anima”.

Acrobatica
Photo credits: Martina Orsini.

Il naufragio  durante la Les Sables–Horta

L’incidente risale al luglio 2024, durante la competizione “Les Sables–Horta”, quando “Acrobatica” si scontrò con la petroliera liberiana “Silver Ray”. L’impatto, devastante per la struttura dell’imbarcazione, rese necessario l’abbandono da parte di Riva e del suo equipaggio, Tommaso Stella e Jean Marre, fortunatamente soccorsi e condotti in salvo alle Azzorre. Inizialmente data per dispersa, “Acrobatica” venne avvistata mesi dopo da una nave mercantile a circa 350 miglia dalla costa africana, alimentando una flebile speranza.

Acrobatica
Photo credits: Martina Orsini.

Le nuove sfide di Alberto Riva

La scoperta in Marocco ha immediatamente innescato le procedure di recupero da parte del team. Sebbene la priorità sia la messa in sicurezza dei resti dell’imbarcazione, Alberto Riva si prepara a tornare in gara, partecipando alla prossima edizione della “Les Sables–Horta” a bordo di una barca gemella di “Acrobatica”. “Tornare alle Azzorre, dove siamo stati accolti dopo il naufragio, è un’emozione difficile da descrivere.

Devo però concentrarmi sulla regata,” ha dichiarato Riva, determinato a superare l’esperienza traumatica. Un viaggio in Marocco è in programma per esaminare da vicino lo scafo. “Acrobatica,” conclude Riva, “ha continuato a navigare, silenziosa testimone di una storia di tenacia, memoria e rinascita.”

David Ingiosi

Giornalista professionista, appassionato di vela e sport acquatici, esperto di diporto nautico, ha una lunga esperienza come redattore, reporter e direttore di testate nazionali e internazionali dove si è occupato di tutte le classi veliche, dalle piccole derive ai trimarani oceanici, compresi tutti i watersports.

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